La ricerca sul Gesù storico rappresenta uno degli ambiti più complessi e affascinanti dell’indagine storiografica antica. L’obiettivo primario degli specialisti contemporanei è quello di ricostruire la figura del Nazareno applicando un rigoroso “criterio di plausibilità storica”: Gesù deve essere compreso all’interno del suo specifico contesto, ovvero il multiforme e turbolento giudaismo del I secolo, e la sua vita deve poter spiegare in modo logico e consequenziale la reazione delle autorità che lo portarono alla morte, nonché la successiva nascita del movimento cristiano. In questo vasto sforzo ricostruttivo, l’analisi del processo e dell’esecuzione di Gesù costituisce un banco di prova fondamentale per qualsiasi sintesi storiografica. Negli ultimi decenni, grazie al contributo metodologico di studiosi di primissimo piano, si è consolidato un solido consenso accademico riguardo alle dinamiche storiche, politiche e giuridiche che condussero il predicatore galileo sulla croce. È proprio alla luce di questo robusto consenso internazionale che risulta interessante e necessario valutare la recente opera del celebre biblista Israel Knohl, La disputa messianica (Milano, Adelphi, 2025), un testo di innegabile erudizione teologica che propone una rilettura del processo a Gesù incentrata quasi esclusivamente su una controversia dottrinale interna all’ebraismo. Sebbene l’opera di Knohl offra spunti esegetici di grande fascino e converga su alcuni specifici punti con la storiografia odierna, una disamina rigorosa rivela come la sua tesi principale si distanzi significativamente, rimanendo per molti aspetti metodologicamente arretrata, rispetto alle acquisizioni fattuali dell’attuale indagine sul Gesù storico. Continue reading →
Gesù storico
La Sindone di Torino nell’indagine storica e scientifica di Andrea Nicolotti
L’opera di Andrea Nicolotti, intitolata Sindone. Storia e leggende di una reliquia controversa (Torino, Einaudi, 2015), si impone come una lettura davvero ineludibile per chiunque desideri approcciarsi allo studio del celebre lino torinese con un metodo rigoroso e scevro da preconcetti ideologici. L’autore, attualmente professore di Storia del Cristianesimo presso l’Università di Torino, non si limita a proporre una cronaca degli eventi, ma conduce una vera e propria operazione di “pulizia storiografica”, distinguendo con precisione chirurgica tra ciò che dicono effettivamente documenti e ciò che vogliono la pietà popolare o l’apologetica. Il volume si distingue per un approccio che integra la ricerca archivistica di prima mano con l’analisi critica delle prove scientifiche, offrendo una sintesi che, pur conducendo alla conclusione dell’origine medievale dell’oggetto, mantiene costantemente un tono pacato, equilibrato e scientificamente oggettivo. Continue reading →
Anatomia di un teologumeno. La scena della Madre e del Discepolo Amato sotto la croce tra inverosimiglianza storica e costruzione simbolica
L’approccio alla narrazione della passione di Gesù nel Vangelo di Giovanni, e in particolare alla celebre pericope dei versetti 19,25-27, richiede allo storico del cristianesimo un esercizio di ascesi intellettuale non indifferente. Si tratta di sospendere il giudizio di fede, quella precomprensione devozionale che per secoli ha avvolto questo testo in un’aura di intoccabilità sacra, per applicare con rigore chirurgico gli strumenti dell’agnosticismo metodologico. Non si tratta di negare la verità teologica o spirituale che il testo ha veicolato per generazioni di credenti, ma di distinguere con nettezza i piani: da una parte il piano della Historie, intesa come la nuda successione dei fatti accaduti (o non accaduti) sul Golgota intorno all’anno 30 d. C.; dall’altra il piano della Geschichte, la storia interpretata, riletta e significante, che costituisce l’ossatura della narrazione evangelica. Continue reading →
“Introduzione ai vangeli apocrifi”. Una breve presentazione
Con la pubblicazione di Introduzione ai vangeli apocrifi (Roma, Ed. Storie della Storia, 2024, ISBN: 9798302510792), ho inteso proporre al lettore non un manuale accademico, ma una vera e propria bussola per orientarsi in quel vasto, affascinante e spesso mal compreso arcipelago letterario che costituisce una parte relativamente consistenze della produzione letteraria del cristianesimo antico. L’esigenza di redigere quest’opera nasce da una constatazione maturata nel corso dei miei anni di studi e di divulgazione storico-religiosa: troppo spesso, quando si affronta il tema dei “vangeli apocrifi”, si finisce per scivolare in due estremi opposti e ugualmente sterili, che non rendono giustizia alla complessità della storia. Da una parte, c’è l’atteggiamento di una certa apologetica timorosa o tradizionalista, che tende a liquidare questi testi in blocco come mere falsificazioni, bizzarrie prive di valore o pericolose eresie da dimenticare, quasi temendo che la loro lettura possa inquinare la fede dei semplici; dall’altra, imperversa una vulgata sensazionalistica, nutrita da romanzi di successo e documentari pseudoscientifici, che vede in ogni frammento di papiro la prova definitiva di una “verità nascosta”, di un complotto millenario ordito dalle gerarchie ecclesiastiche per celare il “vero” volto umano, politico o esoterico di Gesù. Il mio obiettivo, nelle pagine di questo libro, è invece eminentemente storico e documentale: restituire a questi scritti la loro dignità di testimoni. Questi non sono gli scarti della storia, ma le voci vive, talvolta appassionate, talvolta confuse, di uomini e donne che hanno creduto, sperato, pregato e dibattuto, cercando di dare un senso all’evento sconvolgente di Gesù di Nazaret in modi che, seppur diversi da quelli divenuti maggioritari e normativi, ci raccontano la straordinaria ricchezza, la fluidità e la vitalità del cristianesimo delle origini. Continue reading →
Fenomenologia dell’apologetica popolare. Qualche considerazione critica su “Ipotesi su Gesù” di Vittorio Messori
La pubblicazione di Ipotesi su Gesù nel 1976 da parte della Società Editrice Internazionale (SEI)(ultima edizione Ares, 2019) non ha rappresentato meramente l’uscita di un nuovo volume di argomento religioso nel panorama editoriale italiano, ma ha segnato un vero e proprio spartiacque culturale, un fenomeno di massa che impone ancora oggi, a quasi cinquant’anni di distanza, una riflessione attenta e ponderata. Per comprendere la portata di quest’opera, che ha venduto oltre un milione di copie nella sola Italia ed è stata tradotta in ben ventidue lingue , è indispensabile collocarla con precisione nel suo contesto storico ed ecclesiale, un’operazione preliminare che permette di apprezzarne il valore come documento sociologico pur evidenziandone le strutturali debolezze sul piano della storiografia rigorosa. Siamo nella metà degli anni Settanta, un periodo che l’autore stesso, in opere successive e interviste, definirà come gli “anni di piombo” della Chiesa, un’epoca caratterizzata da una profonda transizione e da una turbolenza post-conciliare in cui l’entusiasmo del Vaticano II sembrava essersi scontrato con la crisi delle vocazioni, la secolarizzazione galoppante e l’egemonia culturale di ideologie, in particolare il marxismo, che relegavano la fede a sovrastruttura o mito consolatorio. Continue reading →
Perché non possiamo scindere Cristo da Gesù e perché Enoc non è solo un orpello. Una succinta risposta analitica a Vito Mancuso.
1. Il dialogo necessario e il “muro” della Storia
Il dibattito pubblico tra teologia e storia è merce rara nel panorama culturale italiano, spesso polarizzato tra un devozionismo acritico e un laicismo sbrigativo. Per questo motivo, la replica che Vito Mancuso ha voluto dedicare alla mia recensione del suo ultimo volume, Gesù e Cristo, non è solo un atto di cortesia intellettuale di cui lo ringrazio, ma un’occasione preziosa. È l’occasione per andare al cuore del problema che assilla il cristianesimo (o quel che ne resta) in Occidente: come può un profeta ebreo del I secolo, con la sua visione del mondo arcaica e mitologica, parlare ancora all’uomo digitale del XXI secolo? Continue reading →

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