Con la pubblicazione di Introduzione ai vangeli apocrifi (Roma, Ed. Storie della Storia, 2024, ISBN: 9798302510792), ho inteso proporre al lettore non un manuale accademico, ma una vera e propria bussola per orientarsi in quel vasto, affascinante e spesso mal compreso arcipelago letterario che costituisce una parte relativamente consistenze della produzione letteraria del cristianesimo antico. L’esigenza di redigere quest’opera nasce da una constatazione maturata nel corso dei miei anni di studi e di divulgazione storico-religiosa: troppo spesso, quando si affronta il tema dei “vangeli apocrifi”, si finisce per scivolare in due estremi opposti e ugualmente sterili, che non rendono giustizia alla complessità della storia. Da una parte, c’è l’atteggiamento di una certa apologetica timorosa o tradizionalista, che tende a liquidare questi testi in blocco come mere falsificazioni, bizzarrie prive di valore o pericolose eresie da dimenticare, quasi temendo che la loro lettura possa inquinare la fede dei semplici; dall’altra, imperversa una vulgata sensazionalistica, nutrita da romanzi di successo e documentari pseudoscientifici, che vede in ogni frammento di papiro la prova definitiva di una “verità nascosta”, di un complotto millenario ordito dalle gerarchie ecclesiastiche per celare il “vero” volto umano, politico o esoterico di Gesù. Il mio obiettivo, nelle pagine di questo libro, è invece eminentemente storico e documentale: restituire a questi scritti la loro dignità di testimoni. Questi non sono gli scarti della storia, ma le voci vive, talvolta appassionate, talvolta confuse, di uomini e donne che hanno creduto, sperato, pregato e dibattuto, cercando di dare un senso all’evento sconvolgente di Gesù di Nazaret in modi che, seppur diversi da quelli divenuti maggioritari e normativi, ci raccontano la straordinaria ricchezza, la fluidità e la vitalità del cristianesimo delle origini. Continue reading →
Gesù storico
Fenomenologia dell’apologetica popolare. Qualche considerazione critica su “Ipotesi su Gesù” di Vittorio Messori
La pubblicazione di Ipotesi su Gesù nel 1976 da parte della Società Editrice Internazionale (SEI)(ultima edizione Ares, 2019) non ha rappresentato meramente l’uscita di un nuovo volume di argomento religioso nel panorama editoriale italiano, ma ha segnato un vero e proprio spartiacque culturale, un fenomeno di massa che impone ancora oggi, a quasi cinquant’anni di distanza, una riflessione attenta e ponderata. Per comprendere la portata di quest’opera, che ha venduto oltre un milione di copie nella sola Italia ed è stata tradotta in ben ventidue lingue , è indispensabile collocarla con precisione nel suo contesto storico ed ecclesiale, un’operazione preliminare che permette di apprezzarne il valore come documento sociologico pur evidenziandone le strutturali debolezze sul piano della storiografia rigorosa. Siamo nella metà degli anni Settanta, un periodo che l’autore stesso, in opere successive e interviste, definirà come gli “anni di piombo” della Chiesa, un’epoca caratterizzata da una profonda transizione e da una turbolenza post-conciliare in cui l’entusiasmo del Vaticano II sembrava essersi scontrato con la crisi delle vocazioni, la secolarizzazione galoppante e l’egemonia culturale di ideologie, in particolare il marxismo, che relegavano la fede a sovrastruttura o mito consolatorio. Continue reading →
Perché non possiamo scindere Cristo da Gesù e perché Enoc non è solo un orpello. Una succinta risposta analitica a Vito Mancuso.
1. Il dialogo necessario e il “muro” della Storia
Il dibattito pubblico tra teologia e storia è merce rara nel panorama culturale italiano, spesso polarizzato tra un devozionismo acritico e un laicismo sbrigativo. Per questo motivo, la replica che Vito Mancuso ha voluto dedicare alla mia recensione del suo ultimo volume, Gesù e Cristo, non è solo un atto di cortesia intellettuale di cui lo ringrazio, ma un’occasione preziosa. È l’occasione per andare al cuore del problema che assilla il cristianesimo (o quel che ne resta) in Occidente: come può un profeta ebreo del I secolo, con la sua visione del mondo arcaica e mitologica, parlare ancora all’uomo digitale del XXI secolo? Continue reading →
L’ombra del gigante: Albert Schweitzer, Arthur Drews e la persistenza del mito di Cristo tra storiografia ed esegesi
La crisi epistemologica della teologia e l’emergere del problema mitico
La pubblicazione della seconda edizione della Geschichte der Leben-Jesu-Forschung (Storia della ricerca sulla vita di Gesù) di Albert Schweitzer nel 1913 segna uno spartiacque non solo nella storiografia neotestamentaria, ma nella storia del pensiero occidentale tout court. L’opera, ampliata rispetto all’originale del 1906 (Von Reimarus zu Wrede), non si limita a catalogare il fallimento della teologia liberale tedesca nel tentativo di ricostruire un Gesù compatibile con la modernità borghese; essa affronta di petto, con una lucidità e una veemenza rare, la sfida radicale posta dalla corrente del “Mito di Cristo” (Christusmythe). In quegli anni, figure come Arthur Drews, William Benjamin Smith e John M. Robertson avevano scosso le fondamenta dell’accademia teologica sostenendo che Gesù di Nazaret non fosse mai esistito come figura storica, ma fosse la storicizzazione di un mito astrale, solare o gnostico preesistente. Continue reading →
Il paradosso di Mancuso: un Gesù contemporaneo o un ritorno all’Ottocento?
L’orizzonte ermeneutico della rifondazione mancusiana
Nell’attuale panorama teologico-filosofico italiano, segnato da una progressiva secolarizzazione e da un’emorragia di consenso verso le istituzioni ecclesiastiche tradizionali, l’opera Gesù e Cristo (Garzanti, 2025) di Vito Mancuso si impone come un tentativo ambizioso di risposta alla crisi di credibilità del cristianesimo storico. Non ci troviamo di fronte a una mera biografia del Nazareno, né a un trattato di dogmatica nel senso classico del termine; il volume si configura piuttosto come un manifesto programmatico di “rifondazione” del cristianesimo, operata attraverso una dissezione chirurgica del nesso ipostatico che, per due millenni, ha tenuto insieme la figura storica di Gesù di Nazaret e la figura teologica del Cristo della fede. L’autore, muovendo da una prospettiva che egli stesso definisce di “coinvolgimento totale” unito a una necessaria “distanza critica”, si propone un duplice scopo: storico e teologico. Sul piano storico, l’obiettivo è liberare la figura di Gesù dalle sovrastrutture dogmatiche che ne hanno oscurato l’autenticità ebraica e umana; sul piano teologico, l’intento è proporre una nuova sintesi, un “neo-cristianesimo” capace di parlare alla coscienza contemporanea, ormai allergica alla metafisica sacrificale e alla mitologia della redenzione vicaria. Continue reading →
“I misteri di Gesù”: breve analisi di una mistificazione
L’editoria contemporanea dedicata alla storia delle religioni è ciclicamente investita da ondate di pubblicazioni che, ammantandosi di una presunta audacia intellettuale, promettono di scardinare secoli di acquisizioni storiografiche attraverso rivelazioni sconvolgenti. Il volume I misteri di Gesù. Il Gesù originale era un Dio pagano? (The Jesus Mysteries. Was the “Original Jesus” a Pagan God?, London, Thorsons, 1999; trad. it. di Stefano Lunedei, Milano, Editoriale Jouvence, 2024) di Timothy Freke e Peter Gandy si inserisce prepotentemente in questo filone, presentandosi al pubblico non come un contributo al dibattito scientifico, ma come un manifesto di una “nuova” verità lungamente soppressa. Al contrario, l’analisi puntuale del testo rivela un approccio dilettantistico, caratterizzato da una selezione tendenziosa delle fonti, da anacronismi flagranti e da una logica argomentativa che scambia costantemente l’analogia morfologica per genealogia storica. Questa recensione intende disarticolare l’impianto teorico del libro, evidenziando come la “Tesi dei Misteri di Gesù” sia il prodotto di una manipolazione sensazionalistica dei dati storici piuttosto che il risultato di una ricerca rigorosa. Continue reading →

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