Il volume The Gilgamesh Epic in Genesis 1–11: Peering into the Deep (Studies in the History of the Ancient Near East; Abingdon/New York: Routledge, 2023) di Adam E. Miglio rappresenta un intervento significativo, seppur metodologicamente cauto, all’interno di uno dei dibattiti più longevi e accesi della storia degli studi biblici e assiriologici: la relazione intertestuale e culturale tra le tradizioni mesopotamiche e le prime narrazioni ebraiche. L’opera si inserisce in un contesto accademico ormai maturo, distante dalle polemiche incendiarie del Babel und Bibel Streit di inizio Novecento, e si propone di rileggere questi antichi capolavori attraverso una lente che l’autore definisce “umanistica”. Tale approccio, che privilegia i temi esistenziali della saggezza, del potere e della mortalità rispetto alla mera caccia al parallelo filologico, richiede un’analisi dettagliata per valutarne l’efficacia ermeneutica e la solidità rispetto allo stato dell’arte della ricerca specialistica. Questa disamina si propone di esplorare in profondità le argomentazioni di Miglio, capitolo per capitolo, mettendole costantemente in dialogo con le correnti attuali della critica letteraria, della filologia semitica e dell’archeologia del Vicino Oriente antico, per determinare se e come questo lavoro sposti l’ago della bilancia nella comprensione di due testi fondativi della letteratura mondiale. Continue reading →
“I misteri di Gesù”: breve analisi di una mistificazione
L’editoria contemporanea dedicata alla storia delle religioni è ciclicamente investita da ondate di pubblicazioni che, ammantandosi di una presunta audacia intellettuale, promettono di scardinare secoli di acquisizioni storiografiche attraverso rivelazioni sconvolgenti. Il volume I misteri di Gesù. Il Gesù originale era un Dio pagano? (The Jesus Mysteries. Was the “Original Jesus” a Pagan God?, London, Thorsons, 1999; trad. it. di Stefano Lunedei, Milano, Editoriale Jouvence, 2024) di Timothy Freke e Peter Gandy si inserisce prepotentemente in questo filone, presentandosi al pubblico non come un contributo al dibattito scientifico, ma come un manifesto di una “nuova” verità lungamente soppressa. Al contrario, l’analisi puntuale del testo rivela un approccio dilettantistico, caratterizzato da una selezione tendenziosa delle fonti, da anacronismi flagranti e da una logica argomentativa che scambia costantemente l’analogia morfologica per genealogia storica. Questa recensione intende disarticolare l’impianto teorico del libro, evidenziando come la “Tesi dei Misteri di Gesù” sia il prodotto di una manipolazione sensazionalistica dei dati storici piuttosto che il risultato di una ricerca rigorosa. Continue reading →
Efficacia simbolica, agnosticismo metodologico e diritti fondamentali: un’analisi antropologico-medica della funzione terapeutica degli esorcismi nel contesto giuridico del 2025
Introduzione: il conflitto epistemologico tra diritto penale e antropologia della cura
L’anno 2025 segna uno spartiacque critico nel dibattito pubblico e giuridico italiano riguardante le pratiche di guarigione rituale, specificamente l’esorcismo. Il dibattito si è riacceso in seguito ad una recentissima sentenza della Corte di Cassazione che ha generato una serie di commenti sui social tra cui uno molto frequente è che nel 2025 gli esorcismi non hanno senso perché sono una mera superstizione. Questa posizione, unitamente alla presentazione di disegni di legge volti a introdurre il reato di “manipolazione mentale” , ha cristallizzato una narrazione dominante che inquadra l’esorcismo come un residuo atavico, “medievale” e intrinsecamente pericoloso, da espungere dal corpo sociale attraverso lo strumento della proibizione penale. Continue reading →
La morte della ragione storiografica: anatomia di un fallimento intellettuale nella “Storia criminale del cristianesimo”
Epistemologia del rancore: la negazione del metodo storico
L’opera monumentale in dieci volumi di Karlheinz Deschner, intitolata Kriminalgeschichte des Christentums (Storia criminale del cristianesimo), pubblicata nell’arco di quasi trent’anni dal 1986 al 2013, si erge nel panorama editoriale europeo come un monumento di apparente erudizione e di fallacia sostanziale. Di fronte a un corpus testuale di tale vastità, che copre l’intero arco temporale dalle origini bibliche fino allachiaro modernità, il lettore non specialista rischia di rimanere abbacinato dalla mole delle note, dalla densità delle citazioni e dalla veemenza retorica di una prosa che non conosce tregua né dubbio. Tuttavia, per lo storico di professione che si accosti a queste migliaia di pagine munito degli strumenti critici propri della disciplina — la filologia, l’ermeneutica delle fonti, la contestualizzazione socio-culturale — l’impalcatura eretta da Deschner si rivela tragicamente per ciò che è: non un’opera di storiografia, ma una gigantesca, ossessiva operazione ideologica. Siamo di fronte a una “anti-storia” militante, una requisitoria forense condotta in contumacia della difesa e, fatto ancor più grave, in spregio ai fondamenti epistemologici che regolano la conoscenza del passato. Continue reading →
L’eclissi del metodo: un’autopsia storiografica della “Teoria di Gesù” di Michel Onfray
La pubblicazione del volume di Michel Onfray, Teoria di Gesù. Biografia di un’idea (traduzione di Michele Zaffarano, Ponte alle Grazie, Milano 2024), rappresenta, nel panorama editoriale contemporaneo, un caso emblematico di disgiunzione tra il discorso pubblico sulla religione e il rigore della ricerca accademica. L’autore, filosofo di chiara fama e fondatore dell’Università Popolare di Caen, si propone di redigere quella che definisce una “biografia di un’idea”, partendo dall’assunto radicale che Gesù di Nazaret non sia mai esistito come figura storica, ma abbia piuttosto una natura puramente intellettuale, sia un “personaggio concettuale” generato dall’intersezione di profezie veterotestamentarie e isterie collettive del I secolo. Questa operazione, che Onfray inserisce nel solco decennale lavoro di declinazione della sua “ateologia”, si configura non come un contributo alla storia delle religioni, ma come un manifesto ideologico che, per sostenersi, necessita della sistematica rimozione di due secoli di progresso nelle scienze storiche, filologiche e archeologiche. Continue reading →
La prima biografia di Gesù: il “guadagno” ermeneutico di Helen K. Bond per il Vangelo di Marco
Oltre la classificazione, verso il significato
Il volume di Helen K. Bond, The First Biography of Jesus: Genre and Meaning in Mark’s Gospel, si presenta al panorama accademico con un obiettivo tanto chiaro quanto ambizioso. Non intende semplicemente riaffermare l’ormai diffuso consenso che i Vangeli canonici appartengano al genere letterario dei bioi (biografie antiche). L’opera della Bond, infatti, si colloca un passo oltre, ponendo la domanda ermeneutica fondamentale che, a suo dire, gli studi biblici hanno finora eluso: “E allora?”. Se il Vangelo di Marco è un bios, che differenza rispetto alla sua interpretazione? Continue reading →

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