Quando ci si muove sul terreno scivoloso delle origini cristiane, lo storico che voglia mantenere un approccio metodologicamente rigoroso deve necessariamente indossare i panni del guastafeste, operando una distinzione netta tra ciò che appartiene alla sfera della memoria devozionale e ciò che può essere invece validato dal vaglio della critica documentaria. Il caso della cosiddetta Casa di Maria sul monte Solmisso (Bülbüldağı), nei pressi di Efeso, è in tal senso un laboratorio formidabile per osservare come una narrazione priva di basi antiche possa essere costruita, stratificata e infine presentata al pubblico come un dato storico plausibile, se non addirittura certo. Continue reading →
Adriano Virgili
Analisi critica della teoria della coscienza universale come campo fondamentale: una prospettiva metafisica tomista
Riferimento bibliografico: Maria Strømme, “Universal consciousness as foundational field: A theoretical bridge between quantum physics and non-dual philosophy”, AIP Advances 15, 115319 (2025). DOI: 10.1063/5.0290984.
Introduzione
Nel cuore del dibattito scientifico e filosofico contemporaneo, il cosiddetto “problema difficile” della coscienza si erge come l’ultima frontiera inviolata del naturalismo riduzionista. La difficoltà di spiegare come l’esperienza soggettiva fenomenica, costituita di qualia, possa emergere dalla mera interazione di materia inerte e segnali elettrici ha condotto a una rinascita di teorie che cercano di ribaltare il paradigma vigente: non è la coscienza a emergere dalla materia, ma è la materia a emergere dalla coscienza. In questo contesto intellettuale si colloca l’articolo scientifico oggetto di questa analisi, che si associa alle teorizzazioni fisiche sul campo di punto zero. Questa proposta teorica non si limita a postulare un panpsichismo vago, ma tenta di formalizzare matematicamente l’esistenza di un campo di coscienza universale (indicato con la lettera greca Phi) come substrato ontologico fondamentale della realtà, precedente allo spazio, al tempo e alla materia stessa. Attraverso l’uso di operatori matematici e concetti derivati dalla meccanica quantistica e dalla teoria quantistica dei campi, l’autrice descrive un universo “non-duale” in cui l’individualità è un’eccitazione temporanea di un campo unificato e la realtà fisica è una manifestazione secondaria, se non illusoria, di questo substrato psichico. Continue reading →
Alla scoperta del “Protovangelo di Giacomo”
Oggi vi porto in un viaggio un po’ particolare, un viaggio indietro nel tempo che ci condurrà alle radici stesse del nostro immaginario cristiano. Spesso, quando sentiamo la parola “apocrifo”, ci vengono in mente storie proibite, misteri esoterici o verità nascoste chissà dove. La realtà, però, è molto più sorprendente: a volte gli apocrifi non sono testi occulti, ma vecchi amici che abbiamo dimenticato di salutare. Continue reading →
Erich von Däniken (1935–2026) e la sua teoria degli antichi alieni
Il 10 gennaio 2026 si è conclusa la parabola biografica di Erich Anton Paul von Däniken. L’autore svizzero, noto per aver divulgato l’ipotesi che le divinità delle religioni antiche fossero in realtà visitatori extraterrestri, è deceduto all’età di 90 anni presso l’ospedale di Unterseen, nel cantone di Berna. La conferma della notizia da parte dei suoi rappresentanti ha riacceso il dibattito globale attorno alla sua figura, polarizzato tra le comunità di sostenitori della teoria degli “antichi astronauti” e il mondo accademico, che ha costantemente respinto le sue tesi come infondate. Continue reading →
Santa Maria in Via: vicende costruttive e stratificazioni artistiche
La chiea di Santa Maria in Via, situata nell’odierno Largo Chigi all’angolo con Via del Corso, rappresenta una significativa testimonianza della stratificazione urbanistica e devozionale del centro storico di Roma. La denominazione stessa, “in Via”, costituisce un riferimento topografico preciso, indicando la collocazione dell’originaria struttura lungo l’antica via che collegava il nucleo abitativo medievale alla Via Flaminia, o forse proprio la sua pertinenza alla strada pubblica. Tale specifica era funzionale a distinguerla dalla vicina Santa Maria in Via Lata, situata poco distante lungo il Corso. Sebbene le fonti documentarie attestino l’esistenza di un luogo di culto sin dal IX secolo, l’attuale assetto architettonico è frutto di una radicale ricostruzione avvenuta in epoca tarda, successiva a un evento miracoloso che ne ridefinì l’importanza cultuale. Continue reading →
L’eredità ambivalente del metodo comparativo: un’analisi di “Folklore nell’Antico Testamento” di James George Frazer
La riproposizione nel panorama editoriale italiano di un’opera monumentale quale Folklore nell’Antico Testamento: Studi sulla religione comparata, sulla leggenda e sulla Legge di James George Frazer, pubblicata originariamente nel 1918 e ora edita da Mimesis (Milano-Udine, 2025) a cura di Leonardo Resta, costituisce un’occasione di straordinario rilievo per la comunità degli studiosi di storia delle religioni, di antropologia culturale e di esegesi biblica, nonché per il lettore colto desideroso di confrontarsi con le radici metodologiche delle scienze umane moderne. Questo imponente lavoro, che si colloca idealmente a fianco del più celebre Il ramo d’oro, rappresenta non soltanto una miniera inesauribile di materiali etnografici e mitologici, ma anche un documento storico imprescindibile per comprendere la temperie culturale dell’Inghilterra vittoriana ed edoardiana, un’epoca in cui la fiducia nel progresso scientifico e l’espansione coloniale fornivano il substrato ideologico per la costruzione di grandi sintesi comparative volte a dimostrare l’unità psichica del genere umano e l’evoluzione lineare del pensiero dalla magia alla religione, fino alla scienza. Accostarsi oggi a questo testo richiede tuttavia un’operazione ermeneutica complessa e duplice: da un lato è necessario riconoscere i meriti indiscutibili di Frazer, che con la sua erudizione sterminata e la sua prosa elegante ha contribuito in modo decisivo a desacralizzare lo studio della Bibbia, sottraendola all’isolamento teologico per inserirla nel vasto flusso della storia culturale dell’umanità; dall’altro, è imperativo esercitare una vigilanza critica costante nei confronti dei presupposti teorici dell’autore, in gran parte superati dagli sviluppi successivi dell’etnologia e dell’analisi storico-religiosa, che hanno smantellato il paradigma evoluzionista unilineare e l’approccio decontestualizzante tipico dell’antropologia “da poltrona” (armchair anthropology). Continue reading →

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