L’uscita del volume Vite di Cristo e di Maria. Testi brevi dal XII al XV secolo (a cura di Daniele Solvi, collana “Magazzino mediolatino” n. 3, La Giustizia Penale e Spolia, Roma 2024, ISBN 9788894684261), curato con maestria filologica e sensibilità interpretativa, costituisce un evento di riliveo nel panorama editoriale italiano dedicato alla medievistica e alla storia della spiritualità. Non ci troviamo di fronte a una mera antologia di testi devozionali, bensì a un’operazione culturale raffinata che colma una lacuna storiografica significativa: la comprensione delle modalità attraverso cui l’uomo medievale, monaco o laico, ha rielaborato, interiorizzato e “riscritto” la biografia di Gesù. In un mercato editoriale spesso polarizzato tra la ristampa anastatica di grandi classici della teologia e la manualistica divulgativa di superficie, questo volume si impone come una “chicca” per la sua capacità di offrire al lettore una selezione di testi brevi, spesso inediti o di difficile reperimento in traduzione italiana, che rappresentano il laboratorio vivente della pietà occidentale. Continue reading →
Storia
L’enigma dei fratelli separati. Genesi, condivisione e rottura tra giudei e samaritani alla luce delle nuove evidenze storiche e archeologiche
La storia dei rapporti tra giudei e samaritani rappresenta uno dei nodi storiografici più complessi e affascinanti del Vicino Oriente antico. Al centro di questa indagine risiede un paradosso teologico e storico che ha interrogato generazioni di studiosi: come è possibile che due comunità, tradizionalmente dipinte come nemiche giurate sin dagli albori del ritorno dall’esilio babilonese, condividano il fondamento stesso della loro fede — l’unico Dio, YHWH, e la Torah, il Pentateuco — se quest’ultimo è stato redatto e canonizzato proprio in quell’epoca post-esilica in cui le tensioni sembravano insormontabili? La risposta tradizionale, ereditata dalla polemica biblica e dalla storiografia di Flavio Giuseppe, vedeva nei samaritani un corpo estraneo, i “cutei”, convertiti per paura e adottanti una forma sincretista di giudaismo. Tuttavia, la ricerca contemporanea, supportata da scavi archeologici rivoluzionari sul Monte Garizim e da una rilettura critica dei testi, ha ribaltato questa prospettiva, suggerendo che la condivisione della Torah non sia un incidente storico o un’appropriazione indebita, ma il frutto di una comune eredità israelita che persistette ben oltre le presunte fratture del periodo persiano. Continue reading →
La morte della ragione storiografica: anatomia di un fallimento intellettuale nella “Storia criminale del cristianesimo”
Epistemologia del rancore: la negazione del metodo storico
L’opera monumentale in dieci volumi di Karlheinz Deschner, intitolata Kriminalgeschichte des Christentums (Storia criminale del cristianesimo), pubblicata nell’arco di quasi trent’anni dal 1986 al 2013, si erge nel panorama editoriale europeo come un monumento di apparente erudizione e di fallacia sostanziale. Di fronte a un corpus testuale di tale vastità, che copre l’intero arco temporale dalle origini bibliche fino allachiaro modernità, il lettore non specialista rischia di rimanere abbacinato dalla mole delle note, dalla densità delle citazioni e dalla veemenza retorica di una prosa che non conosce tregua né dubbio. Tuttavia, per lo storico di professione che si accosti a queste migliaia di pagine munito degli strumenti critici propri della disciplina — la filologia, l’ermeneutica delle fonti, la contestualizzazione socio-culturale — l’impalcatura eretta da Deschner si rivela tragicamente per ciò che è: non un’opera di storiografia, ma una gigantesca, ossessiva operazione ideologica. Siamo di fronte a una “anti-storia” militante, una requisitoria forense condotta in contumacia della difesa e, fatto ancor più grave, in spregio ai fondamenti epistemologici che regolano la conoscenza del passato. Continue reading →
La Chiesa Nuova: cuore della Riforma cattolica e scrigno d’arte barocca
Nel tessuto urbano di Roma, lungo il rettifilo di corso Vittorio Emanuele II, un’arteria pulsante che attraversa il rione Parione, sorge un edificio che trascende la sua funzione di luogo di culto per incarnare un’intera epoca storica, spirituale e artistica: la chiesa di santa Maria in Vallicella. Ai più, tuttavia, e specialmente ai romani, è nota con l’affettuoso e storico appellativo di “Chiesa Nuova”. Questo nome, di per sé, racconta una storia di rinnovamento, di rinascita spirituale nel cuore della Roma del Cinquecento, un’epoca di profonde crisi e altrettanto profonde riforme. La sua vicenda è inestricabilmente legata a una delle figure più luminose e rivoluzionarie della cristianità romana, san Filippo Neri (1515-1595), il “santo della gioia”, l’apostolo di Roma che seppe contrapporre alla severità della Controriforma un messaggio di carità, umiltà e letizia. Fu lui a fondare qui la Congregazione dell’oratorio, e fu la sua visione a plasmare questo luogo, trasformandolo in un faro di spiritualità e in uno dei più sfolgoranti manifesti del barocco.
Continue reading →La Piramide di Gaio Cestio: il mausoleo faraonico che sfida i secoli nel cuore di Roma
In una città come Roma, scrigno di innumerevoli meraviglie architettoniche che testimoniano la grandezza del suo Impero, esiste un monumento che più di altri cattura l’immaginazione per la sua forma insolita e la sua origine esotica: la Piramide di Gaio Cestio. Appuntita, slanciata e rivestita di un candido marmo che risplende sotto il sole romano, questa struttura funeraria si erge come un frammento d’Egitto trapiantato nel tessuto urbano della capitale, a ridosso della storica Porta San Paolo e del suggestivo Cimitero acattolico. La sua presenza, tanto bizzarra quanto affascinante, non è frutto del caso, ma il riflesso di un preciso momento storico in cui Roma, conquistatrice del mondo, subì a sua volta la potente seduzione della millenaria civiltà del Nilo. La Piramide Cestia non è solo la tomba di un facoltoso magistrato, ma un simbolo duraturo di quella “egittomania” che pervase l’Urbe all’indomani della sottomissione del regno di Cleopatra, un monumento che ha saputo resistere alle ingiurie del tempo e degli uomini grazie a una serie di fortunate circostanze che ne hanno garantito la quasi perfetta conservazione fino ai giorni nostri.
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