Filosofia tomista

Il realismo della risurrezione e i limiti del riduzionismo contemporaneo

Il realismo della risurrezione e i limiti del riduzionismo contemporaneo

È sempre intellettualmente stimolante osservare le complesse dinamiche del dibattito contemporaneo tra fede e ragione. Le riflessioni che seguono replicano alle osservazioni mosse di recente da un noto militante ateo del web in un suo video a questo nostro articolo relativo al corpo di risurrezione di Cristo, caratterizzato da toni spesso irriverenti e provocatori. Tuttavia, l’intento di queste righe non è affatto quello di ingaggiare un polemico confronto a distanza con il nostro critico, né di scendere sul terreno della sterile schermaglia personale che tanto appassiona i social network. L’occasione è invece quanto mai propizia per rispondere a quelle che si rivelano essere, a un’analisi attenta, delle difficoltà oggettive da parte di chi è abituato a pensare in modo strettamente riduzionistico ad afferrare il rigore di un ragionamento libero da tale angusta pastoia. Chi inquadra la totalità della realtà attraverso un paradigma univocamente materialista incontra ostacoli quasi insormontabili nel comprendere ragionamenti metafisici che spaziano ben oltre il raggio d’azione del calibro, del telescopio o della provetta. Pretendere di giudicare l’immensa architettura dell’essere utilizzando esclusivamente il metro del chimico o del fisico teorico produce un inevitabile strabismo epistemologico. Con il dovuto rispetto per l’intelligenza dell’interlocutore, ma concedendoci un pizzico di bonaria ironia davanti alla presunzione di poter smontare l’abisso del mistero dell’Incarnazione come se fosse un’equazione venuta male, ci affidiamo agli strumenti affilatissimi che San Tommaso d’Aquino ci ha lasciato in eredità. L’Angelico Dottore, d’altronde, possedeva un’ottima e pacata confidenza con i critici razionalisti del suo tempo, e la sua dottrina si presta magnificamente a dirimere simili cortocircuiti concettuali. Continue reading →

Posted by Adriano Virgili in Ragione e fede, Teologia cattolica, Tomismo, 8 comments
“Thomism and the natural sciences” di Ignacio Silva, una recensione

“Thomism and the natural sciences” di Ignacio Silva, una recensione

Il rapporto tra la teologia cristiana, la filosofia e lo studio empirico del mondo naturale costituisce uno dei campi di indagine più complessi e stratificati del panorama accademico contemporaneo. All’interno di questa vasta intersezione disciplinare, il volume Thomism and the natural sciences, pubblicato da Cambridge University Press nel 2025 all’interno della prestigiosa collana “Elements of Christianity and Science”, offre un contributo di straordinario spessore sistematico e metodologico. L’opera, redatta da Ignacio Silva, professore presso l’Instituto di Filosofia della Universidad Austral, si inserisce in un filone di ricerca in rapida espansione, proponendo un paradigma metodologico innovativo definito esplicitamente come “Science-Engaged Thomism” (tomismo impegnato con le scienze). In queste righe sintetizzeremo le tesi fondamentali del testo, esaminando in profondità le implicazioni metafisiche, teologiche e scientifiche che emergono dalla rilettura del pensiero di Tommaso d’Aquino alla luce delle scoperte empiriche moderne, e valutando il posizionamento del volume all’interno del dibattito accademico odierno. Continue reading →

Posted by Adriano Virgili in Ragione e fede, Teologia cattolica, Tomismo, 1 comment
Il tomismo ebraico tra XIII e XV secolo

Il tomismo ebraico tra XIII e XV secolo

L’alleanza filosofica inaspettata tra la speculazione ebraica e la via tomista

Quando ci fermiamo a riflettere sulla storia del pensiero medievale, siamo spesso vittime di un pregiudizio visivo molto radicato. Ci immaginiamo un mondo rigidamente diviso a compartimenti stagni, una mappa in cui i pensatori cristiani, quelli ebrei e quelli musulmani abitavano fortezze intellettuali separate, comunicando al massimo attraverso la polemica o lo scontro aperto. La realtà storica, per fortuna, è infinitamente più affascinante, complessa e sfumata. Le piazze, i mercati, ma soprattutto le biblioteche e gli studi di traduzione del Medioevo erano dei veri e propri laboratori aperti in cui le idee circolavano con una velocità sorprendente, ignorando spesso le barriere confessionali per amore della verità.

Chi ha un po’ di dimestichezza con la storia del pensiero medievale sa quanto san Tommaso d’Aquino fosse in debito con i grandi maestri dell’ebraismo. È un fatto assodato che il Dottor Angelico non avrebbe mai potuto costruire la sua architettura teologica senza il confronto serrato con il Fons Vitae di Ibn Gabirol, conosciuto dai latini sotto il nome di Avicebron. E sappiamo bene quanto fosse profonda la sua ammirazione per Mosè Maimonide, autore della monumentale Guida dei perplessi, che Tommaso citava con affetto e deferenza chiamandolo semplicemente “Rabbi Moyses”. Tuttavia, c’è una corrente del pensiero medievale che ha viaggiato nella direzione esattamente opposta. Si tratta di quel fenomeno intellettuale viene definito dagli storici “tomismo ebraico” e rappresenta una delle pagine più luminose dell’ecumenismo filosofico. Dimostra in modo inequivocabile come la complessa sintesi elaborata dall’Aquinate abbia superato quasi immediatamente i confini delle dispute scolastiche cristiane per trasformarsi in uno strumento universale. Il pensiero tomista, infatti, fornì agli intellettuali ebrei armi concettuali di inestimabile valore per combattere le derive eterodosse dell’aristotelismo di matrice araba e per difendere, su basi squisitamente razionali, i fondamenti stessi della loro fede. Continue reading →

Posted by Adriano Virgili in Storia delle religioni, Tomismo, 2 comments
Analisi e recensione dell’opera “The Consciousness of the Historical Jesus” di Austin Stevenson

Analisi e recensione dell’opera “The Consciousness of the Historical Jesus” di Austin Stevenson

L’opera monografica di Austin Stevenson, intitolata The Consciousness of the Historical Jesus: Historiography, Theology, and Metaphysics, pubblicata nel 2024 all’interno della prestigiosa collana accademica T&T Clark Studies in Systematic Theology, si inserisce con formidabile acume e audacia speculativa nel complesso e secolare dibattito che vede contrapposte la storiografia critica moderna e la teologia sistematica cristiana. Attraverso un’indagine enciclopedica che spazia fluidamente dalla filosofia della storia all’epistemologia, dalla metafisica tomista all’esegesi patristica, l’autore si propone di dimostrare come la cristologia classica e la ricerca storiografica sul Gesù storico non debbano essere necessariamente intese come discipline reciprocamente escludenti o intrinsecamente ostili. Al contrario, esse andrebbero concepite, adottando la celebre terminologia del filosofo Alasdair MacIntyre, come due tradizioni di indagine storica rivali, ciascuna fondata su premesse metafisiche divergenti, ma entrambe impegnate in un’argomentazione estesa nel tempo e definita da conflitti interni ed esterni. L’assunto fondamentale e metodologicamente dirompente del testo è che le procedure impiegate dagli storici contemporanei, lungi dall’essere neutre, oggettive o puramente scientifiche, risultino pesantemente condizionate da assunti metafisici impliciti di matrice naturalistica. Tali presupposti predeterminano e limitano a priori l’orizzonte delle possibilità ermeneutiche, dettando legge su ciò che può o non può essere detto sul passato in generale e sulla complessa figura di Gesù di Nazaret in particolare. L’analisi che segue si propone di esaminare criticamente la vasta impalcatura teorica costruita da Stevenson, evidenziando in primo luogo i meriti della sua proposta metafisica costruttiva e la sua spietata decostruzione del naturalismo. Successivamente, tuttavia, si muoverà una critica sostanziale alla sua impostazione metodologica di fondo, giudicata colpevole di non distinguere adeguatamente i confini epistemologici tra scienza storica e scienza teologica. Infine, si dimostrerà come le stesse intuizioni fornite dall’autore nel quinto capitolo dell’opera offrano, forse persino al di là delle intenzioni primarie di Stevenson, la chiave di volta concettuale per risolvere tale tensione metodologica, salvaguardando così sia il rigore agnostico e fattuale dell’indagine storiografica, sia la profondità ontologica e trascendente della confessione dogmatica.   Continue reading →

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Epistemologia e teleologia cognitiva. Un confronto tra l’ordinamento naturale in Tommaso d’Aquino e il proper function in Alvin Plantinga

Epistemologia e teleologia cognitiva. Un confronto tra l’ordinamento naturale in Tommaso d’Aquino e il proper function in Alvin Plantinga

L’indagine sulla validità della conoscenza umana e sull’affidabilità delle facoltà cognitive costituisce uno dei temi centrali della riflessione filosofica occidentale. Nel corso della storia, il problema di come la mente umana possa cogliere con certezza la realtà extramentale ha generato molteplici paradigmi epistemologici. Due delle risposte più strutturate e influenti, seppur separate da secoli di sviluppo teorico e appartenenti a tradizioni metodologiche profondamente diverse, sono la dottrina gnoseologica di San Tommaso d’Aquino e l’epistemologia contemporanea di Alvin Plantinga. Continue reading →

Posted by Adriano Virgili in Ragione e fede, Tomismo, 1 comment
Un confronto filosofico tra l’epistemologia riformata e la logica aletica. Il problema della verità, il senso comune e l’esistenza di altre menti

Un confronto filosofico tra l’epistemologia riformata e la logica aletica. Il problema della verità, il senso comune e l’esistenza di altre menti

L’orizzonte filosofico e metafisico contemporaneo è profondamente segnato da una perdurante crisi dei fondamenti. Si tratta di un’eredità diretta delle rivoluzioni cartesiana, kantiana e humiana che, introducendo la cosiddetta “via delle idee” e il rappresentazionalismo, hanno progressivamente scisso il legame originario tra l’intelletto umano e la realtà oggettiva. In questo contesto di drammatica frammentazione epistemologica, che sfocia ineluttabilmente in ciò che viene sovente definita la “dittatura del relativismo”, due pensatori di assoluto rilievo si ergono nel tentativo di restituire razionalità e fondamento inoppugnabile alle credenze fondamentali dell’uomo, ivi compresa la credenza nell’esistenza di Dio e l’esistenza del mondo esterno: l’americano Alvin Plantinga e l’italiano Antonio Livi. Continue reading →

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