L’alleanza filosofica inaspettata tra la speculazione ebraica e la via tomista
Quando ci fermiamo a riflettere sulla storia del pensiero medievale, siamo spesso vittime di un pregiudizio visivo molto radicato. Ci immaginiamo un mondo rigidamente diviso a compartimenti stagni, una mappa in cui i pensatori cristiani, quelli ebrei e quelli musulmani abitavano fortezze intellettuali separate, comunicando al massimo attraverso la polemica o lo scontro aperto. La realtà storica, per fortuna, è infinitamente più affascinante, complessa e sfumata. Le piazze, i mercati, ma soprattutto le biblioteche e gli studi di traduzione del Medioevo erano dei veri e propri laboratori aperti in cui le idee circolavano con una velocità sorprendente, ignorando spesso le barriere confessionali per amore della verità.
Chi ha un po’ di dimestichezza con la storia del pensiero medievale sa quanto san Tommaso d’Aquino fosse in debito con i grandi maestri dell’ebraismo. È un fatto assodato che il Dottor Angelico non avrebbe mai potuto costruire la sua architettura teologica senza il confronto serrato con il Fons Vitae di Ibn Gabirol, conosciuto dai latini sotto il nome di Avicebron. E sappiamo bene quanto fosse profonda la sua ammirazione per Mosè Maimonide, autore della monumentale Guida dei perplessi, che Tommaso citava con affetto e deferenza chiamandolo semplicemente “Rabbi Moyses”. Tuttavia, c’è una corrente del pensiero medievale che ha viaggiato nella direzione esattamente opposta. Si tratta di quel fenomeno intellettuale viene definito dagli storici “tomismo ebraico” e rappresenta una delle pagine più luminose dell’ecumenismo filosofico. Dimostra in modo inequivocabile come la complessa sintesi elaborata dall’Aquinate abbia superato quasi immediatamente i confini delle dispute scolastiche cristiane per trasformarsi in uno strumento universale. Il pensiero tomista, infatti, fornì agli intellettuali ebrei armi concettuali di inestimabile valore per combattere le derive eterodosse dell’aristotelismo di matrice araba e per difendere, su basi squisitamente razionali, i fondamenti stessi della loro fede. Continue reading →

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