Introduzione: il conflitto epistemologico tra diritto penale e antropologia della cura
L’anno 2025 segna uno spartiacque critico nel dibattito pubblico e giuridico italiano riguardante le pratiche di guarigione rituale, specificamente l’esorcismo. Il dibattito si è riacceso in seguito ad una recentissima sentenza della Corte di Cassazione che ha generato una serie di commenti sui social tra cui uno molto frequente è che nel 2025 gli esorcismi non hanno senso perché sono una mera superstizione. Questa posizione, unitamente alla presentazione di disegni di legge volti a introdurre il reato di “manipolazione mentale” , ha cristallizzato una narrazione dominante che inquadra l’esorcismo come un residuo atavico, “medievale” e intrinsecamente pericoloso, da espungere dal corpo sociale attraverso lo strumento della proibizione penale. Continue reading →

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