L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. ha consegnato alla storiografia e all’archeologia moderna un patrimonio di inestimabile valore, capace di restituire non soltanto l’impianto urbanistico delle antiche città campane, ma anche i frammenti più intimi e deperibili della quotidianità romana. A differenza di Pompei, che fu progressivamente sepolta sotto una pioggia di pomici e ceneri a temperature relativamente inferiori, la città di Ercolano andò incontro a un destino ben più repentino e distruttivo. I recenti studi geologici e antropologici hanno dimostrato che l’insediamento fu investito da una prima nube di cenere rovente caratterizzata da temperature estreme, comprese tra i 500 e i 600 °C, che causò la morte istantanea degli abitanti per shock termico, giungendo persino a vetrificare i tessuti cerebrali delle vittime. Questo devastante impatto termico, seguito dal seppellimento sotto decine di metri di flussi piroclastici che si sono progressivamente solidificati in un compatto strato di tufo, ha paradossalmente garantito un’eccezionale conservazione tafonomica dei materiali organici, e in modo del tutto particolare del legno carbonizzato. È precisamente all’interno di questo peculiare e straordinario contesto di preservazione dei reperti lignei che si inserisce una delle scoperte più affascinanti, ma al contempo più scientificamente dibattute, dell’intera archeologia vesuviana. Continue reading →
Storia del cristianesimo
Gli hanare kirishitan: genesi, sincretismo e declino del cristianesimo separato in Giappone
La storia delle religioni è un cantiere aperto, un laboratorio in cui le fedi non rimangono mai immobili, ma mutano, si adattano e si fondono con i tessuti culturali che incontrano. In questa questa cornice, pochi casi risultano tanto affascinanti, complessi e struggenti quanto quello dei cristiani giapponesi che, costretti a una clandestinità assoluta per oltre due secoli e mezzo, hanno dato vita a una tradizione del tutto nuova. Quando le porte del Giappone si riaprirono al mondo esterno nel XIX secolo, una parte consistente di questa comunità scelse consapevolmente di non ricongiungersi alla Chiesa cattolica, preferendo mantenere la propria fede ibrida e autonoma. Questa è la storia degli hanare kirishitan, i cristiani separati del Giappone, un gruppo che ha trasformato l’isolamento e la persecuzione in una formidabile fucina di creatività teologica e rituale. Continue reading →
L’illusione del volume unico: analisi storica delle liste canonizzanti nel cristianesimo antico
La percezione comune della Bibbia come un oggetto granitico, un volume rilegato che contiene una sequenza immutabile di testi sacri, rappresenta uno dei più grandi anacronismi proiettati sul passato religioso dell’umanità. Per chi osserva la storia del cristianesimo con le lenti del rigore storico-religioso, la “Bibbia” non è un punto di partenza, ma il risultato di un lungo, faticoso e spesso caotico processo di negoziazione sociale, politica e identitaria. In questo scenario, l’opera di Edmon L. Gallagher e John D. Meade, The Biblical Canon Lists from Early Christianity: Texts and Analysis (Oxford, Oxford University Press, 2017), si pone come uno strumento indispensabile per decostruire l’idea di una rivelazione piovuta dal cielo già dotata di indice. Il testo non è una semplice raccolta di elenchi, ma una mappa delle tensioni che hanno animato le comunità cristiane dei primi secoli nel tentativo di definire cosa fosse “Parola di Dio” e cosa fosse, invece, produzione umana o, peggio, “perniciosa novità”. Continue reading →
Anatomia di un teologumeno. La scena della Madre e del Discepolo Amato sotto la croce tra inverosimiglianza storica e costruzione simbolica
L’approccio alla narrazione della passione di Gesù nel Vangelo di Giovanni, e in particolare alla celebre pericope dei versetti 19,25-27, richiede allo storico del cristianesimo un esercizio di ascesi intellettuale non indifferente. Si tratta di sospendere il giudizio di fede, quella precomprensione devozionale che per secoli ha avvolto questo testo in un’aura di intoccabilità sacra, per applicare con rigore chirurgico gli strumenti dell’agnosticismo metodologico. Non si tratta di negare la verità teologica o spirituale che il testo ha veicolato per generazioni di credenti, ma di distinguere con nettezza i piani: da una parte il piano della Historie, intesa come la nuda successione dei fatti accaduti (o non accaduti) sul Golgota intorno all’anno 30 d. C.; dall’altra il piano della Geschichte, la storia interpretata, riletta e significante, che costituisce l’ossatura della narrazione evangelica. Continue reading →
L’invenzione della stabilità. Genesi, metamorfosi e miti del Messale Romano detto tridentino
Introduzione: il fascino discreto dell’immutabilità e la dura lezione della storia
Nel panorama contemporaneo delle controversie religiose, poche espressioni hanno guadagnato una trazione mediatica e identitaria paragonabile a quella di “messa di sempre”. Questa locuzione, brandita come un vessillo da ampi settori del cattolicesimo tradizionalista, intende designare la liturgia codificata nel 1570 da papa Pio V all’indomani del Concilio di Trento, cristallizzata (o presunta tale) fino all’edizione del 1962 promulgata da Giovanni XXIII. L’attrattiva di questo concetto è innegabile: in un mondo liquido, segnato da una modernità che corrode ogni certezza, l’idea di un rito sacro rimasto immune allo scorrere dei secoli, una sorta di monolite di preghiera consegnato intatto dagli apostoli ai giorni nostri, offre un rifugio psicologico e spirituale di formidabile potenza. Continue reading →
Dalla verità oggettiva alla dignità della persona. Genesi e sviluppo dell’idea di libertà religiosa nel cattolicesimo contemporaneo
Introduzione: una rivoluzione copernicana?
Se c’è un momento nella storia della Chiesa cattolica che può essere descritto, senza cedere a facili sensazionalismi, come una “svolta copernicana”, questo è certamente il mattino del 7 dicembre 1965. In quella data, nell’aula della Basilica di San Pietro, Paolo VI promulgò la dichiarazione Dignitatis Humanae sulla libertà religiosa. Per chi osservi la storia delle istituzioni religiose con l’occhio disincantato dello storico, abituato a misurare i cambiamenti sui tempi lunghi dei secoli (“la longue durée” cara alla scuola delle Annales), quel documento rappresenta un salto paradigmatico vertiginoso. Continue reading →

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