Storia del cristianesimo

Da “patì” a “patirono”: sintesi critica di “They Suffered under Pontius Pilate” di Fernando Bermejo-Rubio

Da “patì” a “patirono”: sintesi critica di “They Suffered under Pontius Pilate” di Fernando Bermejo-Rubio

Oltre il “Gesù-centrismo” – la tesi collettiva di Bermejo-Rubio

Il volume di Fernando Bermejo-Rubio, They Suffered under Pontius Pilate: Jewish Anti-Roman Resistance and the Crosses at Golgotha, Fortress Academic, 2023, si inserisce nel complesso e spesso congestionato campo di studi sul Gesù storico con un obiettivo dichiarato tanto ambizioso quanto provocatorio: decostruire il paradigma teologico e storiografico dominante che isola la figura di Gesù dal suo contesto di esecuzione. L’autore contesta il “Gesù-centrismo” che pervade la ricerca accademica e la pietà popolare, un approccio che, focalizzandosi esclusivamente sul destino del singolo individuo, ha, a suo dire, oscurato la comprensione storica dell’evento stesso. Continue reading →

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Oltre il fatto e la finzione: la storiografia mitica dei vangeli in M. David Litwa

Oltre il fatto e la finzione: la storiografia mitica dei vangeli in M. David Litwa

Nel panorama contemporaneo degli studi neotestamentari, poche questioni sono tanto dibattute quanto la definizione del genere letterario dei vangeli. La risposta a questa domanda non è un mero esercizio di classificazione accademica; essa determina le nostre aspettative di lettori, modella le nostre strategie interpretative e, in ultima analisi, definisce la natura stessa della “verità” che questi testi intendono comunicare. In questo campo denso e talvolta polarizzato, il volume di  M. David Litwa, Come i vangeli divennero storia. Gesù e i miti mediterranei (Paideia, Torino 2023; titolo originale: How the Gospels Became History. Jesus and Mediterranean Myths, Yale University Press, 2019), si inserisce con una tesi tanto erudita quanto provocatoria. Litwa sostiene che gli evangelisti non scrissero né storia né mito nel senso moderno di questi termini. Essi, piuttosto, attinsero a un vasto repertorio di modelli narrativi e convenzioni retoriche del mondo mediterraneo per comporre quella che l’autore definisce “storiografia mitica”: narrazioni il cui contenuto è fondamentalmente mitico, ma la cui forma è deliberatamente modellata su quella della storiografia (historia) per massimizzarne la plausibilità e l’efficacia persuasiva presso il pubblico antico. L’argomentazione centrale del libro è che gli evangelisti scelsero il genere con il più alto “capitale simbolico” legato alla verità per raccontare storie che, per la loro natura prodigiosa, avrebbero potuto altrimenti essere liquidate come favole.    Continue reading →

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“The Spiritual Seed”: una sintesi sul valentinismo. Breve analisi dell’opera monumentale di Einar Thomassen

“The Spiritual Seed”: una sintesi sul valentinismo. Breve analisi dell’opera monumentale di Einar Thomassen

Un’opera epocale per gli studi valentiniani

Pubblicato nel 2006 dalla Brill, The Spiritual Seed: The Church of the ‘Valentinians’ di Einar Thomassen si è immediatamente imposto come l’opera più significativa e completa sul valentinismo degli ultimi sessant’anni, un vero e proprio punto di svolta che supera per ambizione e portata il classico studio di François Sagnard, La gnose valentinienne et le témoignage de saint Irénée, del 1947. Il volume di Thomassen rappresenta il primo, monumentale tentativo di integrare in modo sistematico e coerente le tradizionali fonti patristiche con l’intero corpus dei testi valentiniani scoperti a Nag Hammadi nel 1945, un’opera che la comunità scientifica attendeva da decenni. Continue reading →

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Il “Vangelo della Moglie di Gesù”. Anatomia di un falso e la forza dell’autocorrezione accademica

Il “Vangelo della Moglie di Gesù”. Anatomia di un falso e la forza dell’autocorrezione accademica

Nel mondo accademico, poche figure hanno raggiunto le vette vertiginose di Karen L. King per poi precipitare in un abisso altrettanto profondo. La sua storia non è semplicemente la cronaca di un errore individuale, ma un potente paradigma che illumina la natura stessa della ricerca scientifica, i suoi rigorosi meccanismi di controllo e la spietata, ma necessaria, auto-correzione a cui è sottoposta. Prima della controversia che avrebbe ridefinito la sua eredità, King non era una studiosa marginale; era un’icona, un pilastro dell’establishment accademico globale. Nel 2009, divenne la prima donna a essere nominata Hollis Professor of Divinity alla Harvard Divinity School, la più antica cattedra accademica degli Stati Uniti, istituita nel 1721. Questa nomina, che seguiva un periodo come Winn Professor of Ecclesiastical History, la collocava al culmine del prestigio intellettuale, una posizione consolidata da un dottorato di ricerca alla Brown University e da una serie di prestigiosi riconoscimenti e borse di studio da istituzioni come la Luce Foundation, la Ford Foundation e il National Endowment for the Humanities. La sua specializzazione era la storia del cristianesimo primitivo, ma con un’angolazione assai particolare: il suo lavoro si concentrava sui testi apocrifi scoperti in Egitto, come la biblioteca di Nag Hammadi, e mirava a recuperare le prospettive storicamente emarginate, in particolare il ruolo delle donne, le immagini del divino femminile e la complessa dinamica tra ortodossia ed eresia. È proprio in questo contesto che si annida la tragedia quasi shakespeariana della sua caduta. Il suo altissimo status non solo amplificò a dismisura l’eco della sua presunta scoperta, ma rese il suo successivo smascheramento un caso di studio perfetto sulla forza del sistema accademico. Se persino la Hollis Professor di Harvard può essere messa in discussione e corretta dalla comunità scientifica, significa che il sistema di controllo, sebbene a volte lento, funziona, e che l’autorità della prova supera inesorabilmente l’autorità della persona. Continue reading →

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Recensione di “What Did Jesus Look Like?” di Joan E. Taylor

Recensione di “What Did Jesus Look Like?” di Joan E. Taylor

  • Titolo completo: What Did Jesus Look Like?
  • Autrice: Joan E. Taylor
  • Editore: T&T Clark (marchio di Bloomsbury Publishing)
  • Data di pubblicazione: 22 Febbraio 2018
  • Lingua: Inglese
  • ISBN-13: 978-0567671702

Nel suo affascinante e meticoloso volume, What Did Jesus Look Like? (Che aspetto aveva Gesù?), la storica Joan E. Taylor, professoressa al King’s College di Londra, affronta una delle domande più intriganti e apparentemente irrisolvibili della storia occidentale. Il volto di Gesù è forse il più riprodotto e riconosciuto nella storia dell’arte, un’icona universale che appare su ogni tipo di supporto, dalle tele dei grandi maestri agli oggetti della cultura popolare. Eppure, come Taylor sottolinea fin dalle prime pagine, questa onnipresenza visiva poggia su un paradosso fondamentale: il Nuovo Testamento, la fonte primaria sulla sua vita e il suo messaggio, non offre alcuna descrizione del suo aspetto fisico (p. 1). Non una parola sul colore dei suoi occhi o dei suoi capelli, sulla sua statura o sui suoi lineamenti. Questo silenzio è ancora più sorprendente se si considera il contesto letterario dell’epoca. I vangeli, per molti aspetti, rientrano nel genere della biografia antica (bios), un genere in cui la descrizione fisica del protagonista era spesso un elemento fondamentale. Per gli antichi, la fisiognomica – la disciplina che pretendeva di dedurre il carattere interiore dai tratti esteriori – era considerata una scienza valida (p. 10). Descrivere l’aspetto di un imperatore o di un filosofo non era un mero vezzo estetico, ma un modo per comunicarne la grandezza, il carisma o la saggezza. Il fatto che i vangeli omettano completamente questo aspetto per la loro figura centrale è, quindi, una scelta deliberata e significativa. Il libro di Taylor è un’indagine avvincente, quasi poliziesca, che si propone di colmare questo vuoto, non inventando risposte, ma setacciando duemila anni di arte, leggende, testi apocrifi, reliquie e, infine, le più recenti scoperte archeologiche per tentare di ricostruire un’immagine del Gesù storico che sia il più fedele possibile alla realtà del suo tempo e del suo luogo: un ebreo della Palestina del I secolo. Continue reading →

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Il ritorno della più antica eresia: una recensione di “Revival of the Gnostic Heresy: Fundamentalism” di Joe E. Morris

Il ritorno della più antica eresia: una recensione di “Revival of the Gnostic Heresy: Fundamentalism” di Joe E. Morris

Uno specchio inatteso tra fede antica e moderna

Poche tesi teologiche sono tanto provocatorie e apparentemente controintuitive quanto quella proposta da Joe E. Morris nel suo affascinante studio: che il fenomeno prettamente moderno del fondamentalismo protestante americano sia, in realtà, una rinascita dell’antica eresia gnostica. È un argomento che richiede coraggio intellettuale, poiché scardina le categorie convenzionali di “ortodossia” ed “eresia”, costringendo il lettore a riconsiderare le fondamenta stesse della fede contemporanea. Continue reading →

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