Sul polveroso fronte orientale, da qualche parte tra le rovine di Edessa e le terre contese della Mesopotamia, si consumò nel 260 uno degli eventi più traumatici e surreali della storia romana: l’imperatore Publio Licinio Valeriano, l’uomo che incarnava la maiestas di Roma, fu catturato vivo dal re persiano Shapur I. Non cadde in battaglia come un eroe, ma finì in catene, trasformato – se dobbiamo credere alle fonti cristiane come Lattanzio, intrise di una comprensibile Schadenfreude – in uno sgabello umano per aiutare il sovrano sasanide a montare a cavallo. La fine ingloriosa di Valeriano segnò l’epilogo di un regno che, solo pochi anni prima, aveva tentato una delle operazioni di polizia politica più sofisticate e mirate dell’antichità: lo smantellamento chirurgico della Chiesa cristiana. Per comprendere la natura specifica di questo scontro, che insanguinò il triennio 257-260, è necessario abbandonare la retorica del martirologio, che spesso appiattisce tutto sotto l’etichetta dell’odio religioso, e adottare lo sguardo disincantato dello storico che osserva i meccanismi del potere. La persecuzione di Valeriano non fu un atto di follia, né una semplice replica di quanto accaduto in precedenza; fu un tentativo razionale, cinico e disperato di salvare un Impero in bancarotta colpendo quella che ormai era percepita come una ricca e organizzata struttura parallela allo Stato. Continue reading →
L’assassinio di Ipazia e l’egemonia cirilliana. Anatomia di un crimine politico nella Tarda Antichità
La necessità di una revisione storiografica
La morte di Ipazia di Alessandria, consumatasi nel marzo del 415 (o 416 secondo alcune cronologie divergenti), costituisce uno degli eventi più polarizzanti e mitizzati della storia tardo-antica. Per secoli, la storiografia e la letteratura hanno proiettato su questo singolo episodio di violenza urbana le ansie, le ideologie e i conflitti propri delle epoche successive. Dalle invettive illuministe di Voltaire, che vedevano nella filosofa una martire della Ragione immolata sull’altare del fanatismo clericale, alle ricostruzioni romantiche di Charles Kingsley, che ne erotizzavano il martirio, fino alle narrazioni contemporanee che la dipingono come un’icona femminista e scientifica opposta all’oscurantismo religioso, la figura storica di Ipazia è stata progressivamente sepolta sotto strati di sovrastrutture ideologiche. Continue reading →
“Introduzione ai vangeli apocrifi”. Una breve presentazione
Con la pubblicazione di Introduzione ai vangeli apocrifi (Roma, Ed. Storie della Storia, 2024, ISBN: 9798302510792), ho inteso proporre al lettore non un manuale accademico, ma una vera e propria bussola per orientarsi in quel vasto, affascinante e spesso mal compreso arcipelago letterario che costituisce una parte relativamente consistenze della produzione letteraria del cristianesimo antico. L’esigenza di redigere quest’opera nasce da una constatazione maturata nel corso dei miei anni di studi e di divulgazione storico-religiosa: troppo spesso, quando si affronta il tema dei “vangeli apocrifi”, si finisce per scivolare in due estremi opposti e ugualmente sterili, che non rendono giustizia alla complessità della storia. Da una parte, c’è l’atteggiamento di una certa apologetica timorosa o tradizionalista, che tende a liquidare questi testi in blocco come mere falsificazioni, bizzarrie prive di valore o pericolose eresie da dimenticare, quasi temendo che la loro lettura possa inquinare la fede dei semplici; dall’altra, imperversa una vulgata sensazionalistica, nutrita da romanzi di successo e documentari pseudoscientifici, che vede in ogni frammento di papiro la prova definitiva di una “verità nascosta”, di un complotto millenario ordito dalle gerarchie ecclesiastiche per celare il “vero” volto umano, politico o esoterico di Gesù. Il mio obiettivo, nelle pagine di questo libro, è invece eminentemente storico e documentale: restituire a questi scritti la loro dignità di testimoni. Questi non sono gli scarti della storia, ma le voci vive, talvolta appassionate, talvolta confuse, di uomini e donne che hanno creduto, sperato, pregato e dibattuto, cercando di dare un senso all’evento sconvolgente di Gesù di Nazaret in modi che, seppur diversi da quelli divenuti maggioritari e normativi, ci raccontano la straordinaria ricchezza, la fluidità e la vitalità del cristianesimo delle origini. Continue reading →
Dio non è uno. Il pluralismo realista di Stephen Prothero e le sue implicazioni per il dialogo interreligioso
Il fallimento del “Godthink” e l’urgenza della distinzione
Nel panorama contemporaneo degli studi religiosi e del dibattito pubblico sulla fede, pochi lavori hanno suscitato una risonanza così immediata, provocatoria e necessaria come il volume di Stephen Prothero, God Is Not One: The Eight Rival Religions That Run the World—and Why Their Differences Matter (New York: HarperOne, 2010). Pubblicato in un’era post-11 settembre, definita da una crescente ansia geopolitica intrecciata in modo inestricabile a motivazioni religiose, il volume si pone come un manifesto intellettuale contro una delle ortodossie più radicate e confortanti della modernità liberale: l’idea, apparentemente benevola ma empiricamente infondata, che tutte le religioni siano essenzialmente la stessa cosa. Questa analisi vuole esplorare la tesi centrale di Prothero, esaminando come il suo rifiuto del “Godthink” — il pensiero teologico ingenuo che appiattisce le differenze — offra una base più solida, seppur intrinsecamente più scomoda, per la comprensione interculturale e il dialogo interreligioso nel XXI secolo. Continue reading →
Fenomenologia dell’apologetica popolare. Qualche considerazione critica su “Ipotesi su Gesù” di Vittorio Messori
La pubblicazione di Ipotesi su Gesù nel 1976 da parte della Società Editrice Internazionale (SEI)(ultima edizione Ares, 2019) non ha rappresentato meramente l’uscita di un nuovo volume di argomento religioso nel panorama editoriale italiano, ma ha segnato un vero e proprio spartiacque culturale, un fenomeno di massa che impone ancora oggi, a quasi cinquant’anni di distanza, una riflessione attenta e ponderata. Per comprendere la portata di quest’opera, che ha venduto oltre un milione di copie nella sola Italia ed è stata tradotta in ben ventidue lingue , è indispensabile collocarla con precisione nel suo contesto storico ed ecclesiale, un’operazione preliminare che permette di apprezzarne il valore come documento sociologico pur evidenziandone le strutturali debolezze sul piano della storiografia rigorosa. Siamo nella metà degli anni Settanta, un periodo che l’autore stesso, in opere successive e interviste, definirà come gli “anni di piombo” della Chiesa, un’epoca caratterizzata da una profonda transizione e da una turbolenza post-conciliare in cui l’entusiasmo del Vaticano II sembrava essersi scontrato con la crisi delle vocazioni, la secolarizzazione galoppante e l’egemonia culturale di ideologie, in particolare il marxismo, che relegavano la fede a sovrastruttura o mito consolatorio. Continue reading →
L’origine liturgica del Natale. Tra decostruzione del mito solare e ricostruzione cronologica sacerdotale
Il Nodo Gordiano del 25 dicembre
La questione della datazione del Natale al 25 dicembre rappresenta uno dei problemi storiografici e liturgici più complessi e dibattuti nell’ambito degli studi sul Cristianesimo delle origini. Per lungo tempo, la narrazione dei divulgatori sorici si è adagiata su una spiegazione apparentemente lineare e seducente: quella del sincretismo religioso. Secondo questa prospettiva, la Chiesa, nel suo processo di espansione all’interno dell’Impero romano, avrebbe strategicamente sovrapposto la celebrazione della nascita di Cristo alle festività pagane preesistenti legate al solstizio d’inverno, in particolare il Natalis Solis Invicti. Questa teoria, che ha dominato l’orizzonte degli studi per oltre un secolo, viene oggi messa radicalmente in discussione da una nuova ondata di ricerche che privilegiano un’analisi interna alle fonti cristiane e giudaiche, suggerendo che la data del 25 dicembre potrebbe non essere un prestito esterno, ma il risultato di calcoli cronologici ed esegetici maturati all’interno della comunità credente. Continue reading →

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