L’indagine sulla validità della conoscenza umana e sull’affidabilità delle facoltà cognitive costituisce uno dei temi centrali della riflessione filosofica occidentale. Nel corso della storia, il problema di come la mente umana possa cogliere con certezza la realtà extramentale ha generato molteplici paradigmi epistemologici. Due delle risposte più strutturate e influenti, seppur separate da secoli di sviluppo teorico e appartenenti a tradizioni metodologiche profondamente diverse, sono la dottrina gnoseologica di San Tommaso d’Aquino e l’epistemologia contemporanea di Alvin Plantinga. Continue reading →
Tomismo
Un confronto filosofico tra l’epistemologia riformata e la logica aletica. Il problema della verità, il senso comune e l’esistenza di altre menti
L’orizzonte filosofico e metafisico contemporaneo è profondamente segnato da una perdurante crisi dei fondamenti. Si tratta di un’eredità diretta delle rivoluzioni cartesiana, kantiana e humiana che, introducendo la cosiddetta “via delle idee” e il rappresentazionalismo, hanno progressivamente scisso il legame originario tra l’intelletto umano e la realtà oggettiva. In questo contesto di drammatica frammentazione epistemologica, che sfocia ineluttabilmente in ciò che viene sovente definita la “dittatura del relativismo”, due pensatori di assoluto rilievo si ergono nel tentativo di restituire razionalità e fondamento inoppugnabile alle credenze fondamentali dell’uomo, ivi compresa la credenza nell’esistenza di Dio e l’esistenza del mondo esterno: l’americano Alvin Plantinga e l’italiano Antonio Livi. Continue reading →
La crisi della ragione naturalizzata e la fondazione metafisica della conoscenza: un’analisi comparata tra Plantinga, Boulter e l’epistemologia tomista
Introduzione: il paradosso epistemico della modernità
La storia del pensiero occidentale moderno è segnata da una frattura progressiva e sempre più profonda tra la fiducia nelle capacità cognitive dell’uomo e la visione ontologica del cosmo che dovrebbe sostenere tale fiducia. Se l’alba della filosofia greca e la scolastica medievale avevano edificato un sistema in cui l’intelligibilità del reale e l’intelligenza umana si corrispondevano in una armonia garantita metafisicamente, la modernità, nel suo tentativo di emancipare la ragione da ogni tutela teologica, ha paradossalmente finito per minare le fondamenta stesse della razionalità. Al centro di questo dramma teoretico si colloca il naturalismo filosofico, inteso come quella visione del mondo che nega l’esistenza di qualsiasi realtà trascendente o soprannaturale, riducendo l’intero spettro dell’essere alla natura fisica e ai processi materiali. Continue reading →
Dalla verità oggettiva alla dignità della persona. Genesi e sviluppo dell’idea di libertà religiosa nel cattolicesimo contemporaneo
Introduzione: una rivoluzione copernicana?
Se c’è un momento nella storia della Chiesa cattolica che può essere descritto, senza cedere a facili sensazionalismi, come una “svolta copernicana”, questo è certamente il mattino del 7 dicembre 1965. In quella data, nell’aula della Basilica di San Pietro, Paolo VI promulgò la dichiarazione Dignitatis Humanae sulla libertà religiosa. Per chi osservi la storia delle istituzioni religiose con l’occhio disincantato dello storico, abituato a misurare i cambiamenti sui tempi lunghi dei secoli (“la longue durée” cara alla scuola delle Annales), quel documento rappresenta un salto paradigmatico vertiginoso. Continue reading →
L’armonia della verità e la libertà della persona: un’esegesi tomista sulla continuità del Magistero in materia di libertà religiosa
Introduzione: l’ermeneutica della continuità e le distinzioni metafisiche
La storia intellettuale della Chiesa Cattolica nell’era moderna viene frequentemente incorniciata come un drammatico conflitto tra l’intransigente rifiuto della modernità da parte dei Pontefici del XIX secolo e l’apparente abbraccio dei principi liberali da parte del Concilio Vaticano II. In nessun ambito questa tensione appare più acuta che nel dominio della libertà religiosa. Il Sillabo degli errori promulgato da Pio IX nel 1864, che apparentemente anatematizzava il concetto stesso di libertà di coscienza, si erge in una giustapposizione cruda rispetto alla Dichiarazione Dignitatis Humanae del 1965, che ha solennemente affermato il diritto della persona umana all’immunità dalla coercizione in materia religiosa. Per l’osservatore superficiale, o per colui che applica un’ermeneutica della rottura, questo appare come un capovolgimento dottrinale, una ritrattazione resa necessaria dalle pressioni di un mondo secolarizzato. Continue reading →
Analisi critica della teoria della coscienza universale come campo fondamentale: una prospettiva metafisica tomista
Riferimento bibliografico: Maria Strømme, “Universal consciousness as foundational field: A theoretical bridge between quantum physics and non-dual philosophy”, AIP Advances 15, 115319 (2025). DOI: 10.1063/5.0290984.
Introduzione
Nel cuore del dibattito scientifico e filosofico contemporaneo, il cosiddetto “problema difficile” della coscienza si erge come l’ultima frontiera inviolata del naturalismo riduzionista. La difficoltà di spiegare come l’esperienza soggettiva fenomenica, costituita di qualia, possa emergere dalla mera interazione di materia inerte e segnali elettrici ha condotto a una rinascita di teorie che cercano di ribaltare il paradigma vigente: non è la coscienza a emergere dalla materia, ma è la materia a emergere dalla coscienza. In questo contesto intellettuale si colloca l’articolo scientifico oggetto di questa analisi, che si associa alle teorizzazioni fisiche sul campo di punto zero. Questa proposta teorica non si limita a postulare un panpsichismo vago, ma tenta di formalizzare matematicamente l’esistenza di un campo di coscienza universale (indicato con la lettera greca Phi) come substrato ontologico fondamentale della realtà, precedente allo spazio, al tempo e alla materia stessa. Attraverso l’uso di operatori matematici e concetti derivati dalla meccanica quantistica e dalla teoria quantistica dei campi, l’autrice descrive un universo “non-duale” in cui l’individualità è un’eccitazione temporanea di un campo unificato e la realtà fisica è una manifestazione secondaria, se non illusoria, di questo substrato psichico. Continue reading →

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