L’orizzonte ermeneutico della rifondazione mancusiana
Nell’attuale panorama teologico-filosofico italiano, segnato da una progressiva secolarizzazione e da un’emorragia di consenso verso le istituzioni ecclesiastiche tradizionali, l’opera Gesù e Cristo (Garzanti, 2025) di Vito Mancuso si impone come un tentativo ambizioso di risposta alla crisi di credibilità del cristianesimo storico. Non ci troviamo di fronte a una mera biografia del Nazareno, né a un trattato di dogmatica nel senso classico del termine; il volume si configura piuttosto come un manifesto programmatico di “rifondazione” del cristianesimo, operata attraverso una dissezione chirurgica del nesso ipostatico che, per due millenni, ha tenuto insieme la figura storica di Gesù di Nazaret e la figura teologica del Cristo della fede. L’autore, muovendo da una prospettiva che egli stesso definisce di “coinvolgimento totale” unito a una necessaria “distanza critica”, si propone un duplice scopo: storico e teologico. Sul piano storico, l’obiettivo è liberare la figura di Gesù dalle sovrastrutture dogmatiche che ne hanno oscurato l’autenticità ebraica e umana; sul piano teologico, l’intento è proporre una nuova sintesi, un “neo-cristianesimo” capace di parlare alla coscienza contemporanea, ormai allergica alla metafisica sacrificale e alla mitologia della redenzione vicaria. Continue reading →

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