Storia delle religioni

Il tomismo ebraico tra XIII e XV secolo

Il tomismo ebraico tra XIII e XV secolo

L’alleanza filosofica inaspettata tra la speculazione ebraica e la via tomista

Quando ci fermiamo a riflettere sulla storia del pensiero medievale, siamo spesso vittime di un pregiudizio visivo molto radicato. Ci immaginiamo un mondo rigidamente diviso a compartimenti stagni, una mappa in cui i pensatori cristiani, quelli ebrei e quelli musulmani abitavano fortezze intellettuali separate, comunicando al massimo attraverso la polemica o lo scontro aperto. La realtà storica, per fortuna, è infinitamente più affascinante, complessa e sfumata. Le piazze, i mercati, ma soprattutto le biblioteche e gli studi di traduzione del Medioevo erano dei veri e propri laboratori aperti in cui le idee circolavano con una velocità sorprendente, ignorando spesso le barriere confessionali per amore della verità.

Chi ha un po’ di dimestichezza con la storia del pensiero medievale sa quanto san Tommaso d’Aquino fosse in debito con i grandi maestri dell’ebraismo. È un fatto assodato che il Dottor Angelico non avrebbe mai potuto costruire la sua architettura teologica senza il confronto serrato con il Fons Vitae di Ibn Gabirol, conosciuto dai latini sotto il nome di Avicebron. E sappiamo bene quanto fosse profonda la sua ammirazione per Mosè Maimonide, autore della monumentale Guida dei perplessi, che Tommaso citava con affetto e deferenza chiamandolo semplicemente “Rabbi Moyses”. Tuttavia, c’è una corrente del pensiero medievale che ha viaggiato nella direzione esattamente opposta. Si tratta di quel fenomeno intellettuale viene definito dagli storici “tomismo ebraico” e rappresenta una delle pagine più luminose dell’ecumenismo filosofico. Dimostra in modo inequivocabile come la complessa sintesi elaborata dall’Aquinate abbia superato quasi immediatamente i confini delle dispute scolastiche cristiane per trasformarsi in uno strumento universale. Il pensiero tomista, infatti, fornì agli intellettuali ebrei armi concettuali di inestimabile valore per combattere le derive eterodosse dell’aristotelismo di matrice araba e per difendere, su basi squisitamente razionali, i fondamenti stessi della loro fede. Continue reading →

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“Il codice segreto del Vangelo” di Igor Sibaldi, un’analisi (molto) critica

“Il codice segreto del Vangelo” di Igor Sibaldi, un’analisi (molto) critica

L’indagine ermeneutica e storico-critica sul Vangelo secondo Giovanni rappresenta da oltre due secoli uno dei campi di indagine più complessi, stratificati e affascinanti dell’intera ricerca neotestamentaria. A partire dall’età dell’illuminismo, il quarto vangelo è stato sottoposto a un esame scientifico sempre più rigoroso, volto a decifrarne il valore storico, l’origine apostolica, la genesi compositiva e il profondo rapporto con l’ambiente filosofico e religioso dell’epoca, superando progressivamente le esclusive letture spirituali, dogmatiche o puramente allegoriche che avevano dominato incontrastate i secoli precedenti. In questo vasto e articolato orizzonte di ricerca, l’esegesi accademica ha progressivamente riconosciuto la profonda coerenza teologica del testo, il suo innegabile radicamento nel giudaismo palestinese del I secolo e la complessa ma organica storia redazionale che ha portato alla sua forma canonica attuale. Si è compreso che il testo non è un ateroide caduto dal cielo, ma il frutto di una tradizione viva, che ha riflettuto, pregato e reinterpretato la figura di Gesù di Nazaret alla luce degli eventi pasquali e delle sfide storiche affrontate dalla comunità dei credenti. Parallelamente a questa consolidata tradizione scientifica, il mercato editoriale contemporaneo ha tuttavia visto il proliferare di innumerevoli opere che, ammantandosi di un’aura di riscoperta filologica o di rivelazione esoterica, propongono riletture del testo biblico radicalmente avulse dai risultati della ricerca accademica e filologica. Un esempio emblematico di tale tendenza decostruttivista è rappresentato dal volume intitolato Il codice segreto del Vangelo di Igor Sibaldi (edito nel 2003 da Frassinelli e riedito nel 2013 da Sperling & Kupfer). L’autore si propone in quest’opera di ricostruire il testo giovanneo così come, a suo dire, doveva apparire originariamente nel II secolo, con l’intento esplicito di espungere e denunciare quelle che egli considera arbitrarie e sistematiche manipolazioni operate dagli scribi e dai censori della cosiddetta “Grande Chiesa”. Il risultato di questa operazione editoriale e “traduttiva” è la presentazione di una religione definita “totalmente nuova”, un sistema di pensiero caratterizzato dall’assoluta assenza di autorità istituzionali, di rituali codificati, del concetto stesso di peccato e di qualsiasi forma di timore reverenziale verso il divino. In questa singolare rilettura, i personaggi storici che popolano la narrazione evangelica assumono contorni psicologici inediti, e l’intero impianto cristologico del testo originario viene forzatamente piegato a un’interpretazione di stampo puramente individualistico e anacronisticamente gnosticheggiante, pensata ad uso e consumo di un lettore moderno in cerca di un presunto sentiero spirituale di auto-realizzazione. Continue reading →

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“La biblioteca della Bibbia”. Un viaggio storico-critico per una fede matura

“La biblioteca della Bibbia”. Un viaggio storico-critico per una fede matura

Cari lettori, oggi voglio parlavi della mia ultima fatica letteraria, il mio volume La bilbioteca della Bibbia, in uscita per i tipi dell’Editrice Queriniana il prossimo 13 aprile. Un testo a cui ho voluto mettere mano mosso sia da un’urgenza interiore che da un’osservazione attenta del panorama culturale e religioso che ci circonda. Viviamo in una società che, nonostante le apparenze di secolarizzazione, nutre ancora un estremo interesse e per il testo biblico, riconoscendovi il fondamento ineludibile delle nostre radici culturali e un serbatoio inesauribile di senso esistenziale. Eppure, guardando al mercato editoriale italiano, mi sono reso conto di un paradosso frustrante: a fronte di questa diffusa sete di conoscenza, mancano quasi del tutto strumenti che siano in grado di introdurre il lettore alla Scrittura in modo al contempo sintetico e profondo. Il nostro panorama è infatti spaccato a metà. Da un lato, abbondano le pubblicazioni di natura prettamente devozionale, che offrono letture rassicuranti ma spesso prive di reale spessore scientifico, finendo per sovrapporre le esigenze spirituali del lettore al significato originario del testo. Dall’altro lato, si ergono le poderose opere accademiche, rigorose ma inaccessibili ai non addetti ai lavori, oppure, all’estremo opposto, i saggi di taglio scandalistico che utilizzano la critica storica unicamente come un’arma per demolire la credibilità del testo sacro. Mancava, a mio avviso, una voce che osasse porsi nel mezzo, una guida pensata per “lettori coraggiosi” che desiderassero accostarsi alle Scritture senza paraocchi, ponendosi immediatamente al cospetto della storia materiale del testo, delle idee complesse che esso trasmette e, soprattutto, delle sue pagine più problematiche e provocatorie. Continue reading →

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Tra l’Olimpo e Gerusalemme: Viaggio storico-religioso nell’Hellenistic Commentary to the New Testament

Tra l’Olimpo e Gerusalemme: Viaggio storico-religioso nell’Hellenistic Commentary to the New Testament

L’indagine storica sulle origini del cristianesimo ha subìto, nel corso dell’ultimo secolo, una profonda e irreversibile trasformazione paradigmatica. L’abbandono di una prospettiva puramente dogmatica, essenzialista o isolazionista ha lasciato il posto a una visione olistica e integrata. In questa nuova ottica, i testi che compongono il Nuovo Testamento non sono più percepiti come meteoriti caduti dal cielo, scevri da contaminazioni terrene, bensì come prodotti organici e pulsanti del formidabile crogiolo culturale, sociale e religioso che ha caratterizzato il bacino del Mediterraneo nell’antichità. In questo quadro di radicale rinnovamento ermeneutico si inserisce un’opera di importanza capitale per chiunque si accosti alla disciplina: M. Eugene Boring, Klaus Berger e Carsten Colpe (a cura di), Hellenistic Commentary to the New Testament, Abingdon Press, Nashville 1995. Continue reading →

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Gli hanare kirishitan: genesi, sincretismo e declino del cristianesimo separato in Giappone

Gli hanare kirishitan: genesi, sincretismo e declino del cristianesimo separato in Giappone

La storia delle religioni è un cantiere aperto, un laboratorio in cui le fedi non rimangono mai immobili, ma mutano, si adattano e si fondono con i tessuti culturali che incontrano. In questa questa cornice, pochi casi risultano tanto affascinanti, complessi e struggenti quanto quello dei cristiani giapponesi che, costretti a una clandestinità assoluta per oltre due secoli e mezzo, hanno dato vita a una tradizione del tutto nuova. Quando le porte del Giappone si riaprirono al mondo esterno nel XIX secolo, una parte consistente di questa comunità scelse consapevolmente di non ricongiungersi alla Chiesa cattolica, preferendo mantenere la propria fede ibrida e autonoma. Questa è la storia degli hanare kirishitan, i cristiani separati del Giappone, un gruppo che ha trasformato l’isolamento e la persecuzione in una formidabile fucina di creatività teologica e rituale. Continue reading →

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Erich von Däniken (1935–2026) e la sua teoria degli antichi alieni

Erich von Däniken (1935–2026) e la sua teoria degli antichi alieni

Il 10 gennaio 2026 si è conclusa la parabola biografica di Erich Anton Paul von Däniken. L’autore svizzero, noto per aver divulgato l’ipotesi che le divinità delle religioni antiche fossero in realtà visitatori extraterrestri, è deceduto all’età di 90 anni presso l’ospedale di Unterseen, nel cantone di Berna. La conferma della notizia da parte dei suoi rappresentanti ha riacceso il dibattito globale attorno alla sua figura, polarizzato tra le comunità di sostenitori della teoria degli “antichi astronauti” e il mondo accademico, che ha costantemente respinto le sue tesi come infondate. Continue reading →

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