Storia del cristianesimo

Il Vangelo in dialetto: genealogia, antropologia e politica del presepe

Il Vangelo in dialetto: genealogia, antropologia e politica del presepe

La macchina mitologica della Natività

Il presepe non è un semplice manufatto artigianale, né un mero residuo folklorico destinato a spolverare la nostalgia di un tempo perduto durante le festività decembrine. Al contrario, esso si configura come una delle più complesse e resilienti “macchine mitologiche” dell’Occidente cristiano, un dispositivo culturale in grado di attraversare i secoli metabolizzando i mutamenti sociali, estetici e teologici, per restituirceli sotto forma di una rappresentazione plastica e teatrale. Se osserviamo il fenomeno nella sua interezza, basandoci sulle approfondite analisi antropologiche condotte da Marino Niola ed Elisabetta Moro, emerge una distinzione fondamentale che funge da chiave di volta per comprendere l’intera fenomenologia presepiale: mentre il presepe di matrice francescana rappresenta la Natività in senso stretto, focalizzandosi sul mistero teologico dell’Incarnazione, il presepe napoletano — che costituisce l’apice barocco ed evolutivo di questa tradizione — rappresenta l’umanità. Continue reading →

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Breve presentazione di “Capire il Libro di Enoc”

Breve presentazione di “Capire il Libro di Enoc”

Esce oggi in libreria questa mia fatica letteraria che mi è costata quasi due anni di lavoro e che ho l’onore di pubblicare per i tipi della Elledici nella collana “Percorsi e Traguardi Biblici”. Il volume, intitolato Capire il Libro di Enoc: Una guida alla lettura, nasce da un’esigenza precisa che ho avvertito forte nel corso dei miei studi: colmare un vuoto evidente nel panorama editoriale italiano. Mancava, infatti, uno strumento che rendesse accessibile al grande pubblico, e non solo alla cerchia ristretta degli accademici, uno dei testi più affascinanti, complessi e decisivi per la comprensione delle origini cristiane e del giudaismo antico. Continue reading →

Posted by Adriano Virgili in Bibbia, Storia del cristianesimo, Storia delle religioni, 2 comments
Il paradosso di Mancuso: un Gesù contemporaneo o un ritorno all’Ottocento?

Il paradosso di Mancuso: un Gesù contemporaneo o un ritorno all’Ottocento?

L’orizzonte ermeneutico della rifondazione mancusiana

Nell’attuale panorama teologico-filosofico italiano, segnato da una progressiva secolarizzazione e da un’emorragia di consenso verso le istituzioni ecclesiastiche tradizionali, l’opera Gesù e Cristo (Garzanti, 2025) di Vito Mancuso si impone come un tentativo ambizioso di risposta alla crisi di credibilità del cristianesimo storico. Non ci troviamo di fronte a una mera biografia del Nazareno, né a un trattato di dogmatica nel senso classico del termine; il volume si configura piuttosto come un manifesto programmatico di “rifondazione” del cristianesimo, operata attraverso una dissezione chirurgica del nesso ipostatico che, per due millenni, ha tenuto insieme la figura storica di Gesù di Nazaret e la figura teologica del Cristo della fede. L’autore, muovendo da una prospettiva che egli stesso definisce di “coinvolgimento totale” unito a una necessaria “distanza critica”, si propone un duplice scopo: storico e teologico. Sul piano storico, l’obiettivo è liberare la figura di Gesù dalle sovrastrutture dogmatiche che ne hanno oscurato l’autenticità ebraica e umana; sul piano teologico, l’intento è proporre una nuova sintesi, un “neo-cristianesimo” capace di parlare alla coscienza contemporanea, ormai allergica alla metafisica sacrificale e alla mitologia della redenzione vicaria. Continue reading →

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“I misteri di Gesù”: breve analisi di una mistificazione

“I misteri di Gesù”: breve analisi di una mistificazione

L’editoria contemporanea dedicata alla storia delle religioni è ciclicamente investita da ondate di pubblicazioni che, ammantandosi di una presunta audacia intellettuale, promettono di scardinare secoli di acquisizioni storiografiche attraverso rivelazioni sconvolgenti. Il volume I misteri di Gesù. Il Gesù originale era un Dio pagano? (The Jesus Mysteries. Was the “Original Jesus” a Pagan God?, London, Thorsons, 1999; trad. it. di Stefano Lunedei, Milano, Editoriale Jouvence, 2024) di Timothy Freke e Peter Gandy si inserisce prepotentemente in questo filone, presentandosi al pubblico non come un contributo al dibattito scientifico, ma come un manifesto di una “nuova” verità lungamente soppressa. Al contrario, l’analisi puntuale del testo rivela un approccio dilettantistico, caratterizzato da una selezione tendenziosa delle fonti, da anacronismi flagranti e da una logica argomentativa che scambia costantemente l’analogia morfologica per genealogia storica. Questa recensione intende disarticolare l’impianto teorico del libro, evidenziando come la “Tesi dei Misteri di Gesù” sia il prodotto di una manipolazione sensazionalistica dei dati storici piuttosto che il risultato di una ricerca rigorosa. Continue reading →

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La morte della ragione storiografica: anatomia di un fallimento intellettuale nella “Storia criminale del cristianesimo”

La morte della ragione storiografica: anatomia di un fallimento intellettuale nella “Storia criminale del cristianesimo”

Epistemologia del rancore: la negazione del metodo storico

L’opera monumentale in dieci volumi di Karlheinz Deschner, intitolata Kriminalgeschichte des Christentums (Storia criminale del cristianesimo), pubblicata nell’arco di quasi trent’anni dal 1986 al 2013, si erge nel panorama editoriale europeo come un monumento di apparente erudizione e di fallacia sostanziale. Di fronte a un corpus testuale di tale vastità, che copre l’intero arco temporale dalle origini bibliche fino allachiaro modernità, il lettore non specialista rischia di rimanere abbacinato dalla mole delle note, dalla densità delle citazioni e dalla veemenza retorica di una prosa che non conosce tregua né dubbio. Tuttavia, per lo storico di professione che si accosti a queste migliaia di pagine munito degli strumenti critici propri della disciplina — la filologia, l’ermeneutica delle fonti, la contestualizzazione socio-culturale — l’impalcatura eretta da Deschner si rivela tragicamente per ciò che è: non un’opera di storiografia, ma una gigantesca, ossessiva operazione ideologica. Siamo di fronte a una “anti-storia” militante, una requisitoria forense condotta in contumacia della difesa e, fatto ancor più grave, in spregio ai fondamenti epistemologici che regolano la conoscenza del passato. Continue reading →

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Un riesame della memoria: come la psicologia cognitiva può rimodellare la ricerca sulle origini dei vangeli e la tradizione di Gesù

Un riesame della memoria: come la psicologia cognitiva può rimodellare la ricerca sulle origini dei vangeli e la tradizione di Gesù

Per quasi due secoli, la ricerca sulle origini cristiane si è scontrata con un problema centrale, quasi insormontabile: il divario temporale. Gesù fu crocifisso intorno al 30, mentre i primi vangeli narrativi non furono messi per iscritto prima del 60-90. Questo intervallo, lungo dai trenta ai sessanta anni, è stato il terreno fertile per un dibattito accademico polarizzato. Da un lato, la scuola scettica della Formgeschichte (Storia delle Forme), fondata da studiosi come Rudolf Bultmann e Martin Dibelius, ha sostenuto che questo lungo periodo di trasmissione orale non poteva che portare a una corruzione, mitizzazione e creazione comunitaria. In questa visione, le necessità teologiche della chiesa primitiva hanno plasmato, e in gran parte inventato, le storie e i detti attribuiti a Gesù, rendendo quasi impossibile recuperare il “Gesù storico”. Dall’altro lato, un approccio più fiducioso ha insistito sulla fedeltà della memoria dei discepoli, spesso basandosi su un’ipotesi di memorizzazione letterale. Su questo sfondo complicato, dove le conclusioni sembrano dipendere più dalle presupposizioni filosofiche dello studioso che da prove concrete, si staglia uno studio molto interessante, che non rappresenta solo un’altra voce del dibattio, ma una sorta di arbitro metodologico dello stesso. Memory, Jesus, and the Synoptic Gospels di Robert K. McIver (Atlanta: Society of Biblical Literature, 2011) intraprende un compito tanto ovvio quanto rivoluzionario: invece di presupporre come funziona la memoria umana su un intervallo di decenni, McIver importa oltre un secolo di dati sperimentali e quantitativi dalla psicologia cognitiva moderna per testare empiricamente le ipotesi che hanno dominato la ricerca sui vangeli. Il risultato è un’analisi meticolosa e stratificata che smantella le posizioni estreme di entrambi gli schieramenti, fornendo un modello solido e sfumato che spiega in modo convincente il fenomeno che osserviamo nei vangeli sinottici: una notevole stabilità del nucleo centrale che coesiste con una sorprendente flessibilità nei dettagli periferici. Continue reading →

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