Esce oggi in libreria questa mia fatica letteraria che mi è costata quasi due anni di lavoro e che ho l’onore di pubblicare per i tipi della Elledici nella collana “Percorsi e Traguardi Biblici”. Il volume, intitolato Capire il Libro di Enoc: Una guida alla lettura, nasce da un’esigenza precisa che ho avvertito forte nel corso dei miei studi: colmare un vuoto evidente nel panorama editoriale italiano. Mancava, infatti, uno strumento che rendesse accessibile al grande pubblico, e non solo alla cerchia ristretta degli accademici, uno dei testi più affascinanti, complessi e decisivi per la comprensione delle origini cristiane e del giudaismo antico. Continue reading →
Il paradosso di Mancuso: un Gesù contemporaneo o un ritorno all’Ottocento?
L’orizzonte ermeneutico della rifondazione mancusiana
Nell’attuale panorama teologico-filosofico italiano, segnato da una progressiva secolarizzazione e da un’emorragia di consenso verso le istituzioni ecclesiastiche tradizionali, l’opera Gesù e Cristo (Garzanti, 2025) di Vito Mancuso si impone come un tentativo ambizioso di risposta alla crisi di credibilità del cristianesimo storico. Non ci troviamo di fronte a una mera biografia del Nazareno, né a un trattato di dogmatica nel senso classico del termine; il volume si configura piuttosto come un manifesto programmatico di “rifondazione” del cristianesimo, operata attraverso una dissezione chirurgica del nesso ipostatico che, per due millenni, ha tenuto insieme la figura storica di Gesù di Nazaret e la figura teologica del Cristo della fede. L’autore, muovendo da una prospettiva che egli stesso definisce di “coinvolgimento totale” unito a una necessaria “distanza critica”, si propone un duplice scopo: storico e teologico. Sul piano storico, l’obiettivo è liberare la figura di Gesù dalle sovrastrutture dogmatiche che ne hanno oscurato l’autenticità ebraica e umana; sul piano teologico, l’intento è proporre una nuova sintesi, un “neo-cristianesimo” capace di parlare alla coscienza contemporanea, ormai allergica alla metafisica sacrificale e alla mitologia della redenzione vicaria. Continue reading →
Uruk e l’Eden allo Specchio: Rileggere Gilgamesh e la Genesi tra Mito e Sapienza
Il volume The Gilgamesh Epic in Genesis 1–11: Peering into the Deep (Studies in the History of the Ancient Near East; Abingdon/New York: Routledge, 2023) di Adam E. Miglio rappresenta un intervento significativo, seppur metodologicamente cauto, all’interno di uno dei dibattiti più longevi e accesi della storia degli studi biblici e assiriologici: la relazione intertestuale e culturale tra le tradizioni mesopotamiche e le prime narrazioni ebraiche. L’opera si inserisce in un contesto accademico ormai maturo, distante dalle polemiche incendiarie del Babel und Bibel Streit di inizio Novecento, e si propone di rileggere questi antichi capolavori attraverso una lente che l’autore definisce “umanistica”. Tale approccio, che privilegia i temi esistenziali della saggezza, del potere e della mortalità rispetto alla mera caccia al parallelo filologico, richiede un’analisi dettagliata per valutarne l’efficacia ermeneutica e la solidità rispetto allo stato dell’arte della ricerca specialistica. Questa disamina si propone di esplorare in profondità le argomentazioni di Miglio, capitolo per capitolo, mettendole costantemente in dialogo con le correnti attuali della critica letteraria, della filologia semitica e dell’archeologia del Vicino Oriente antico, per determinare se e come questo lavoro sposti l’ago della bilancia nella comprensione di due testi fondativi della letteratura mondiale. Continue reading →
“I misteri di Gesù”: breve analisi di una mistificazione
L’editoria contemporanea dedicata alla storia delle religioni è ciclicamente investita da ondate di pubblicazioni che, ammantandosi di una presunta audacia intellettuale, promettono di scardinare secoli di acquisizioni storiografiche attraverso rivelazioni sconvolgenti. Il volume I misteri di Gesù. Il Gesù originale era un Dio pagano? (The Jesus Mysteries. Was the “Original Jesus” a Pagan God?, London, Thorsons, 1999; trad. it. di Stefano Lunedei, Milano, Editoriale Jouvence, 2024) di Timothy Freke e Peter Gandy si inserisce prepotentemente in questo filone, presentandosi al pubblico non come un contributo al dibattito scientifico, ma come un manifesto di una “nuova” verità lungamente soppressa. Al contrario, l’analisi puntuale del testo rivela un approccio dilettantistico, caratterizzato da una selezione tendenziosa delle fonti, da anacronismi flagranti e da una logica argomentativa che scambia costantemente l’analogia morfologica per genealogia storica. Questa recensione intende disarticolare l’impianto teorico del libro, evidenziando come la “Tesi dei Misteri di Gesù” sia il prodotto di una manipolazione sensazionalistica dei dati storici piuttosto che il risultato di una ricerca rigorosa. Continue reading →
Efficacia simbolica, agnosticismo metodologico e diritti fondamentali: un’analisi antropologico-medica della funzione terapeutica degli esorcismi nel contesto giuridico del 2025
Introduzione: il conflitto epistemologico tra diritto penale e antropologia della cura
L’anno 2025 segna uno spartiacque critico nel dibattito pubblico e giuridico italiano riguardante le pratiche di guarigione rituale, specificamente l’esorcismo. Il dibattito si è riacceso in seguito ad una recentissima sentenza della Corte di Cassazione che ha generato una serie di commenti sui social tra cui uno molto frequente è che nel 2025 gli esorcismi non hanno senso perché sono una mera superstizione. Questa posizione, unitamente alla presentazione di disegni di legge volti a introdurre il reato di “manipolazione mentale” , ha cristallizzato una narrazione dominante che inquadra l’esorcismo come un residuo atavico, “medievale” e intrinsecamente pericoloso, da espungere dal corpo sociale attraverso lo strumento della proibizione penale. Continue reading →
La morte della ragione storiografica: anatomia di un fallimento intellettuale nella “Storia criminale del cristianesimo”
Epistemologia del rancore: la negazione del metodo storico
L’opera monumentale in dieci volumi di Karlheinz Deschner, intitolata Kriminalgeschichte des Christentums (Storia criminale del cristianesimo), pubblicata nell’arco di quasi trent’anni dal 1986 al 2013, si erge nel panorama editoriale europeo come un monumento di apparente erudizione e di fallacia sostanziale. Di fronte a un corpus testuale di tale vastità, che copre l’intero arco temporale dalle origini bibliche fino allachiaro modernità, il lettore non specialista rischia di rimanere abbacinato dalla mole delle note, dalla densità delle citazioni e dalla veemenza retorica di una prosa che non conosce tregua né dubbio. Tuttavia, per lo storico di professione che si accosti a queste migliaia di pagine munito degli strumenti critici propri della disciplina — la filologia, l’ermeneutica delle fonti, la contestualizzazione socio-culturale — l’impalcatura eretta da Deschner si rivela tragicamente per ciò che è: non un’opera di storiografia, ma una gigantesca, ossessiva operazione ideologica. Siamo di fronte a una “anti-storia” militante, una requisitoria forense condotta in contumacia della difesa e, fatto ancor più grave, in spregio ai fondamenti epistemologici che regolano la conoscenza del passato. Continue reading →

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