miticismo

L’ombra del gigante: Albert Schweitzer, Arthur Drews e la persistenza del mito di Cristo tra storiografia ed esegesi

L’ombra del gigante: Albert Schweitzer, Arthur Drews e la persistenza del mito di Cristo tra storiografia ed esegesi

La crisi epistemologica della teologia e l’emergere del problema mitico

La pubblicazione della seconda edizione della Geschichte der Leben-Jesu-Forschung (Storia della ricerca sulla vita di Gesù) di Albert Schweitzer nel 1913 segna uno spartiacque non solo nella storiografia neotestamentaria, ma nella storia del pensiero occidentale tout court. L’opera, ampliata rispetto all’originale del 1906 (Von Reimarus zu Wrede), non si limita a catalogare il fallimento della teologia liberale tedesca nel tentativo di ricostruire un Gesù compatibile con la modernità borghese; essa affronta di petto, con una lucidità e una veemenza rare, la sfida radicale posta dalla corrente del “Mito di Cristo” (Christusmythe). In quegli anni, figure come Arthur Drews, William Benjamin Smith e John M. Robertson avevano scosso le fondamenta dell’accademia teologica sostenendo che Gesù di Nazaret non fosse mai esistito come figura storica, ma fosse la storicizzazione di un mito astrale, solare o gnostico preesistente. Continue reading →

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L’eclissi del metodo: un’autopsia storiografica della “Teoria di Gesù” di Michel Onfray

L’eclissi del metodo: un’autopsia storiografica della “Teoria di Gesù” di Michel Onfray

La pubblicazione del volume di Michel Onfray, Teoria di Gesù. Biografia di un’idea (traduzione di Michele Zaffarano, Ponte alle Grazie, Milano 2024), rappresenta, nel panorama editoriale contemporaneo, un caso emblematico di disgiunzione tra il discorso pubblico sulla religione e il rigore della ricerca accademica. L’autore, filosofo di chiara fama e fondatore dell’Università Popolare di Caen, si propone di redigere quella che definisce una “biografia di un’idea”, partendo dall’assunto radicale che Gesù di Nazaret non sia mai esistito come figura storica, ma abbia piuttosto una natura puramente intellettuale, sia un “personaggio concettuale” generato dall’intersezione di profezie veterotestamentarie e isterie collettive del I secolo. Questa operazione, che Onfray inserisce nel solco decennale lavoro di declinazione della sua “ateologia”, si configura non come un contributo alla storia delle religioni, ma come un manifesto ideologico che, per sostenersi, necessita della sistematica rimozione di due secoli di progresso nelle scienze storiche, filologiche e archeologiche. Continue reading →

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