L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. ha consegnato alla storiografia e all’archeologia moderna un patrimonio di inestimabile valore, capace di restituire non soltanto l’impianto urbanistico delle antiche città campane, ma anche i frammenti più intimi e deperibili della quotidianità romana. A differenza di Pompei, che fu progressivamente sepolta sotto una pioggia di pomici e ceneri a temperature relativamente inferiori, la città di Ercolano andò incontro a un destino ben più repentino e distruttivo. I recenti studi geologici e antropologici hanno dimostrato che l’insediamento fu investito da una prima nube di cenere rovente caratterizzata da temperature estreme, comprese tra i 500 e i 600 °C, che causò la morte istantanea degli abitanti per shock termico, giungendo persino a vetrificare i tessuti cerebrali delle vittime. Questo devastante impatto termico, seguito dal seppellimento sotto decine di metri di flussi piroclastici che si sono progressivamente solidificati in un compatto strato di tufo, ha paradossalmente garantito un’eccezionale conservazione tafonomica dei materiali organici, e in modo del tutto particolare del legno carbonizzato. È precisamente all’interno di questo peculiare e straordinario contesto di preservazione dei reperti lignei che si inserisce una delle scoperte più affascinanti, ma al contempo più scientificamente dibattute, dell’intera archeologia vesuviana. Continue reading →
Archeologia
Oltre i testi: un ritratto archeologico dell’antico Israele e Giuda di William G. Dever
Una nuova storiografia a partire dalle “cose”
L’opera monumentale di William G. Dever, Beyond the Texts: An Archaeological Portrait of Ancient Israel and Judah, pubblicata da SBL Press nel 2017 rappresenta il culmine di una carriera sessantennale dedicata a ridefinire il rapporto tra archeologia e studi biblici. Il libro si propone come un manuale per studiosi della Bibbia, storici del Vicino Oriente antico e non specialisti, con l’obiettivo di tracciare una storia dell’antichi regni di Israele e Giuda che non sia una mera parafrasi delle narrazioni bibliche, ma un “ritratto archeologico” fondato sull’evidenza materiale. Continue reading →
Petros Eni? La Tomba di Pietro, gli studi di Margherita Guarducci e l’annosa questione delle reliquie vaticane
L’incessante ricerca della tomba dell’Apostolo
Nel cuore della cristianità, sotto il monumentale baldacchino del Bernini e l’imponente cupola di Michelangelo, giace una dei siti archeologici più affascinanti e complessi su cui fede, storia e scienza si siano mai confrontate: la tomba dell’apostolo Pietro. La ricerca di questo sepolcro non è mai stata una mera caccia alle reliquie; essa tocca le fondamenta stesse della Chiesa Cattolica, la cui tradizione poggia sulla presenza, il martirio e la sepoltura a Roma del suo primo Papa, il pescatore di Galilea a cui Cristo affidò la guida della sua Chiesa. Per secoli, questa tradizione è stata un articolo di fede, corroborato da fonti letterarie antiche ma privo di una prova materiale inconfutabile.
Questo articolo si propone di analizzare il percorso che ha trasformato la tradizione in una realtà archeologica, concentrandosi in particolare sugli scavi del XX secolo. Si esaminerà la tensione fondamentale che definisce l’intera vicenda: da un lato, la potente conferma archeologica del luogo di sepoltura venerato fin dai primi secoli; dall’altro, la persistente e profonda incertezza che avvolge l’identità delle ossa specifiche attribuite all’Apostolo. Continue reading →

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