Storia del cristianesimo

Il colonnato di San Pietro: l’abbraccio barocco di Gian Lorenzo Bernini alla Cristianità

Il colonnato di San Pietro: l’abbraccio barocco di Gian Lorenzo Bernini alla Cristianità

Introduzione

Nel cuore della cristianità, Piazza San Pietro si apre come un maestoso palcoscenico, un capolavoro di urbanistica e architettura barocca che da secoli accoglie fedeli e visitatori da ogni angolo del mondo. Protagonista indiscusso di questo spazio monumentale è il grandioso colonnato ellittico, progettato e realizzato da Gian Lorenzo Bernini tra il 1656 e il 1667. Questa imponente opera non è solo un capolavoro artistico, ma anche un potente simbolo teologico, l’abbraccio materno della Chiesa che accoglie i suoi figli, un invito universale alla fede e alla riconciliazione. Commissionato da Papa Alessandro VII Chigi, il colonnato del Bernini rappresenta una delle più alte espressioni del barocco romano, un’epoca in cui l’arte si fece strumento di persuasione e di celebrazione della grandezza della Chiesa Cattolica. Continue reading →

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I farisei di Sievers e Levine: una pietra miliare per la decostruzione di uno stereotipo

I farisei di Sievers e Levine: una pietra miliare per la decostruzione di uno stereotipo

Un’opera necessaria e un gesto profetico

La pubblicazione del volume I farisei, a cura di Joseph Sievers e Amy-Jill Levine, rappresenta un evento di eccezionale importanza nel panorama degli studi biblici e del dialogo ebraico-cristiano. Frutto di un convegno internazionale tenutosi presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma nel 2019, quest’opera non è una semplice raccolta di saggi accademici, ma un progetto organico e programmatico con una missione chiara: decostruire sistematicamente uno degli stereotipi più antichi, persistenti e dannosi della cultura occidentale. La scelta di aprire il volume con il discorso rivolto da papa Francesco ai partecipanti al convegno è un gesto di grande valore simbolico e teologico. Le parole del pontefice inquadrano l’intera impresa non come un mero esercizio erudito, ma come un imperativo etico e pastorale. Definendo il termine “fariseo” come “uno degli stereotipi più antichi e più dannosi”, Francesco collega direttamente la sua rappresentazione negativa alle radici dell’antisemitismo e invoca la ricerca accademica affinché contribuisca ad “acquisire una visione più veritiera” di questo gruppo. Questo avallo pontificio eleva lo scopo del libro da dibattito specialistico a tappa fondamentale nel dialogo ebraico-cristiano inaugurato dalla dichiarazione conciliare Nostra Aetate. Continue reading →

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Il miracolo sotto lo sguardo dello storico: Un’analisi a partire dall’agnosticismo metodologico

Il miracolo sotto lo sguardo dello storico: Un’analisi a partire dall’agnosticismo metodologico

Introduzione: Il dilemma dello storico di fronte al miracoloso

Il cuore del cristianesimo è un paradosso per lo storico. Le fonti fondanti di questa religione, i Vangeli, si presentano come biografie di una figura storica, Gesù di Nazaret, eppure le loro narrazioni sono intrise di resoconti di eventi che sfidano le normali categorie della spiegazione storica: guarigioni istantanee, esorcismi, controllo sulle forze della natura e persino la risurrezione dai morti. Questo intreccio inestricabile tra il resoconto storico e l’affermazione miracolosa crea una profonda crisi metodologica. Come può lo storico, il cui mestiere si fonda sull’analisi di cause ed effetti all’interno di un quadro di intelligibilità umana, affrontare testi che postulano costantemente l’irruzione del trascendente? La tentazione è duplice e speculare: da un lato, l’accettazione fideistica che pone le narrazioni al di fuori del vaglio critico; dall’altro, il rigetto aprioristico che le liquida come pure invenzioni, perdendo così l’opportunità di comprendere il fenomeno storico nella sua complessità. Continue reading →

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Due dèi in cielo: un contributo di Peter Schäfer

Due dèi in cielo: un contributo di Peter Schäfer

Introduzione: sfidare il monoteismo, ridisegnare le origini

Nel suo magistrale e provocatorio studio, Two Gods in Heaven: Jewish Concepts of God in Antiquity, Peter Schäfer, uno dei massimi studiosi del giudaismo antico, si assume il compito monumentale di smantellare uno dei pilastri della teologia e della credenza popolare occidentale. Il punto di partenza dell’opera è la decostruzione di quello che Schäfer definisce un “cliché popolare” (p. 1): l’assunto che il giudaismo sia la religione monoteista per eccellenza, un baluardo di fede nell’unico Dio che si contrappone storicamente al politeismo pagano e, successivamente, alla complessità trinitaria del cristianesimo. Con meticolosa erudizione testuale e acume storiografico, Schäfer dimostra come questo quadro idealizzato “non regge a una revisione storica” (p. 1). Continue reading →

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Un viaggio millenario nell’anima di un imperatore: la storia definitiva della leggenda di Traiano

Un viaggio millenario nell’anima di un imperatore: la storia definitiva della leggenda di Traiano

Con L’anima di Traiano tra inferno e paradiso: Storia di una leggenda medievale (Carocci, 2024), Vincenzo Tedesco consegna alla storiografia un’opera di notevole spessore. Si tratta, infatti, della prima monografia completa che affronta, in una prospettiva di lunga durata, una delle leggende più tenaci e paradossali dell’immaginario europeo: la salvezza ultraterrena di un imperatore pagano, talvolta etichettato come persecutore, per intercessione di un papa (p. 9). Continue reading →

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Recensione: “Angelomorphic Christology: Antecedents and Early Evidence” di Charles A. Gieschen

Recensione: “Angelomorphic Christology: Antecedents and Early Evidence” di Charles A. Gieschen

Pubblicato nel 1998 dalla prestigiosa casa editrice Brill nella collana “Arbeiten zur Geschichte des Antiken Judentums und des Urchristentums”, il volume Angelomorphic Christology: Antecedents and Early Evidence di Charles A. Gieschen rappresenta uno studio accademico di rara profondità e portata, che ha rimesso profondamente in discussione le fondamenta di decenni di ricerca sulla cristologia delle origini. Con una meticolosità impressionante, Gieschen ha fidato il consenso accademico che aveva a lungo relegato l’identificazione di Cristo con figure angeliche a un fenomeno tardivo, eretico o, nella migliore delle ipotesi, marginale e rapidamente superato dal cristianesimo “ortodosso”. Nel testo l’autore si oppone direttamente a conclusioni perentorie come quella di James Dunn, citata in apertura, secondo cui “nessun autore del Nuovo Testamento ha pensato a Cristo come a un angelo” (p. 3). Gieschen sostiene che questa visione si basa su due fraintendimenti fondamentali: in primo luogo, un’eccessiva attenzione alla mancanza del titolo esplicito “angelo” applicato a Cristo, ignorando una più vasta gamma di descrizioni funzionali e formali; in secondo luogo, un modello evolutivo della cristologia che presuppone uno sviluppo lineare da concezioni “basse” (Gesù come profeta) a concezioni “alte” (Gesù come Figlio preesistente), un modello che Gieschen, sulla scia di Martin Hengel, considera fallace (p. 5).

La tesi centrale del volume, esposta con chiarezza programmatica, è che “le tradizioni angelomorfiche, specialmente quelle derivanti dalle tradizioni dell’Angelo del Signore, ebbero un impatto significativo sulle prime espressioni della cristologia, al punto che l’evidenza di una Cristologia Angelomorfica è discernibile in diversi documenti datati tra il 50 e il 150” (p. 6). Per dimostrare questa affermazione audace, Gieschen costruisce un’argomentazione sistematica in quattro parti: una solida introduzione metodologica, un’analisi enciclopedica degli antecedenti nel pensiero israelitico e giudaico, un esame dettagliato delle prime testimonianze nella letteratura cristiana e una conclusione che ne delinea le profonde implicazioni. Continue reading →

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