Scrivere la storia di Gesù di Nazaret è da sempre una delle sfide decisamente più impegnative per gli studiosi del mondo antico. Il rischio è infatti duplice: da una parte c’è l’ipercriticismo che svuota la figura del Nazareno di ogni storicità; dall’altra, l’atteggiamento apologetico e devozionale, che tende a piegare il dato storico su quello teologico. Ciononostante, se ad accostarsi all’impresa è un vero e proprio gigante dell’ebraistica e dello studio del giudaismo del Secondo Tempio come Paolo Sacchi (1930 – 2024), il risultato non potrà che essere un capolavoro di equilibrio, rigore metodologico e profondità intellettuale. Nel suo volume Gesù Figlio dell’Uomo. Leggendo Marco, pubblicato dalla casa editrice Morcelliana (2023, collana “Il pellicano rosso”), il professore emerito dell’Università di Torino e pioniere a livello internazionale degli studi sull’apocalittica giudaica e sugli apocrifi dell’Antico Testamento, ci consegna un testo che è per molti versi una sorta di suo testamento scientifico e spirituale. Come egli stesso confessa nella toccante premessa al testo, queste pagine rappresentano il “frutto supremo del percorso scientifico e umano” della sua vita, scritte con il desiderio di comunicare al lettore un entusiasmo e un amore per la figura di Gesù cresciuti con lo scorrere degli anni. Ed è proprio questa felice sintesi tra l’indagine storico-filologica e il calore della partecipazione esistenziale a rendere questo volume una lettura per molti versi davvero sorprendente.
Il volume opera una scelta metodologica molto precisa, concentrandosi esclusivamente sul Vangelo secondo Marco, considerato come il più antico e legato alla predicazione dell’apostolo Pietro. L’autore sceglie di non seguire la via di una scomposizione del testo per individuarne le fonti e i processi redazionali e di concentrarsi su una lettura del testo marciano che lo prenda in considerazione come un’opera unitaria. L’evangelista, infatti, non è un semplice collezionista di aneddoti, ma l’autore di una narrazione organica tesa a svelare in modo progressivo il mistero dell’identità profonda del protagonista della stessa. Al fine di decifrare questo mistero, Sacchi si avvale della sua conoscenza enciclopedica dell’immaginario religioso del giudaismo del I secolo, vale a dire del contesto in cui Gesù di Nazaret è nato, è cresciuto e ha svolto il suo ministero pubblico. Continue reading →

Commenti recenti