Riferimento bibliografico: Maria Strømme, “Universal consciousness as foundational field: A theoretical bridge between quantum physics and non-dual philosophy”, AIP Advances 15, 115319 (2025). DOI: 10.1063/5.0290984.
Introduzione
Nel cuore del dibattito scientifico e filosofico contemporaneo, il cosiddetto “problema difficile” della coscienza si erge come l’ultima frontiera inviolata del naturalismo riduzionista. La difficoltà di spiegare come l’esperienza soggettiva fenomenica, costituita di qualia, possa emergere dalla mera interazione di materia inerte e segnali elettrici ha condotto a una rinascita di teorie che cercano di ribaltare il paradigma vigente: non è la coscienza a emergere dalla materia, ma è la materia a emergere dalla coscienza. In questo contesto intellettuale si colloca l’articolo scientifico oggetto di questa analisi, che si associa alle teorizzazioni fisiche sul campo di punto zero. Questa proposta teorica non si limita a postulare un panpsichismo vago, ma tenta di formalizzare matematicamente l’esistenza di un campo di coscienza universale (indicato con la lettera greca Phi) come substrato ontologico fondamentale della realtà, precedente allo spazio, al tempo e alla materia stessa. Attraverso l’uso di operatori matematici e concetti derivati dalla meccanica quantistica e dalla teoria quantistica dei campi, l’autrice descrive un universo “non-duale” in cui l’individualità è un’eccitazione temporanea di un campo unificato e la realtà fisica è una manifestazione secondaria, se non illusoria, di questo substrato psichico. Continue reading →

Commenti recenti