Con L’anima di Traiano tra inferno e paradiso: Storia di una leggenda medievale (Carocci, 2024), Vincenzo Tedesco consegna alla storiografia un’opera di notevole spessore. Si tratta, infatti, della prima monografia completa che affronta, in una prospettiva di lunga durata, una delle leggende più tenaci e paradossali dell’immaginario europeo: la salvezza ultraterrena di un imperatore pagano, talvolta etichettato come persecutore, per intercessione di un papa (p. 9). Continue reading →
Recensione: “Angelomorphic Christology: Antecedents and Early Evidence” di Charles A. Gieschen
Pubblicato nel 1998 dalla prestigiosa casa editrice Brill nella collana “Arbeiten zur Geschichte des Antiken Judentums und des Urchristentums”, il volume Angelomorphic Christology: Antecedents and Early Evidence di Charles A. Gieschen rappresenta uno studio accademico di rara profondità e portata, che ha rimesso profondamente in discussione le fondamenta di decenni di ricerca sulla cristologia delle origini. Con una meticolosità impressionante, Gieschen ha fidato il consenso accademico che aveva a lungo relegato l’identificazione di Cristo con figure angeliche a un fenomeno tardivo, eretico o, nella migliore delle ipotesi, marginale e rapidamente superato dal cristianesimo “ortodosso”. Nel testo l’autore si oppone direttamente a conclusioni perentorie come quella di James Dunn, citata in apertura, secondo cui “nessun autore del Nuovo Testamento ha pensato a Cristo come a un angelo” (p. 3). Gieschen sostiene che questa visione si basa su due fraintendimenti fondamentali: in primo luogo, un’eccessiva attenzione alla mancanza del titolo esplicito “angelo” applicato a Cristo, ignorando una più vasta gamma di descrizioni funzionali e formali; in secondo luogo, un modello evolutivo della cristologia che presuppone uno sviluppo lineare da concezioni “basse” (Gesù come profeta) a concezioni “alte” (Gesù come Figlio preesistente), un modello che Gieschen, sulla scia di Martin Hengel, considera fallace (p. 5).
La tesi centrale del volume, esposta con chiarezza programmatica, è che “le tradizioni angelomorfiche, specialmente quelle derivanti dalle tradizioni dell’Angelo del Signore, ebbero un impatto significativo sulle prime espressioni della cristologia, al punto che l’evidenza di una Cristologia Angelomorfica è discernibile in diversi documenti datati tra il 50 e il 150” (p. 6). Per dimostrare questa affermazione audace, Gieschen costruisce un’argomentazione sistematica in quattro parti: una solida introduzione metodologica, un’analisi enciclopedica degli antecedenti nel pensiero israelitico e giudaico, un esame dettagliato delle prime testimonianze nella letteratura cristiana e una conclusione che ne delinea le profonde implicazioni. Continue reading →
Il creatore malvagio come prodotto dell’esegesi: “The Evil Creator” di M. David Litwa
La tesi centrale e il metodo della “storia della ricezione”
Nel panorama degli studi sul cristianesimo antico, la questione delle origini del dualismo – la credenza in due principi divini, uno buono e uno malvagio – ha a lungo occupato un posto di rilievo. Con il suo libro The Evil Creator: Origins of an Early Christian Idea (OUP 2021), M. David Litwa interviene in questo dibattito con una tesi tanto chiara quanto provocatoria: la nozione di un demiurgo malvagio, spesso associata ai cosiddetti “gnostici”, non è primariamente un’importazione dalla filosofia platonica, né una reazione sociologica alle crisi politiche del giudaismo del I e II secolo. Al contrario, essa è un prodotto diretto e intenzionale dell’esegesi biblica praticata da specifici gruppi paleocristiani. Litwa respinge le teorie che vedono l’idea del creatore malvagio come una reazione alla distruzione del Tempio o alle guerre giudaiche, così come quelle che la derivano dal dualismo platonico o dall’espulsione dei cristiani dalle sinagoghe. La sua indagine si concentra invece su come “storie e ‘detti difficili’ della scrittura” abbiano generato un “profondo sospetto” sul carattere benevolo del creatore veterotestamentario. Continue reading →
La scoperta di Dio secondo Rodney Stark
Introduzione. Rivelazione ed evoluzione culturale
Rodney Stark (1934-2022), sociologo della religione presso la Baylor University, si è affermato nel panorama accademico come una figura intellettuale tanto influente quanto provocatoria. Noto per la sua critica sistematica alle teorie della secolarizzazione e per l’applicazione di modelli di mercato allo studio dei fenomeni religiosi, con La Scoperta di Dio: L’origine delle grandi religioni e l’evoluzione della fede, si è lanciato in quella che è stata la sua impresa scientifica più ambiziosa: una rilettura completa della storia religiosa dell’umanità. La tesi centrale, esposta fin dalle prime pagine del volume, si pone in netto contrasto con il pensiero accademico dominante. Per Stark, la storia delle religioni non è la cronaca di un’invenzione umana, ma una progressiva e faticosa “scoperta di Dio” (p. 10). L’opera si configura come una sfida diretta all'”ateismo militante” di biologi e psicologi evolutivi come Richard Dawkins, i quali riducono la fede a una mera “illusione” nata dalla paura e sostenuta dall’ignoranza (p. 7). Il testo si presenta dunque come una storia interpretativa delle origini delle grandi religioni, un’analisi dell’evoluzione della concezione umana di Dio che, nell’ottica dell’autore, equivale a una scoperta, a patto di assumere l’esistenza stessa di Dio (p. 10). Continue reading →
Il Dio pre-digerito: Analisi critica de “Il Dio dei nostri padri” di Aldo Cazzullo
Introduzione: “Un godimento dell’anima” o un’anestesia della complessità?
L’operazione editoriale di Aldo Cazzullo, Il Dio dei nostri padri, si presenta al lettore con una dichiarazione programmatica tanto onesta quanto rivelatrice. Nata da un’esperienza profondamente personale – la veglia al capezzale del padre morente – la rilettura della Bibbia da parte dell’autore non si configura come un percorso di fede ritrovata, ma come un’avventura estetica e intellettuale. Cazzullo lo ammette con candore: “mentirei se dicessi che la lettura della Bibbia mi ha riavvicinato alla fede”, poiché il testo sacro gli è apparso “innanzitutto un capolavoro letterario, una grande storia, un formidabile romanzo”. Egli si posiziona esplicitamente al di fuori del dibattito accademico, affermando: “non sono un biblista, e non è di questo che voglio parlarvi”. Il suo patto con il lettore è chiaro: l’obiettivo è ripercorrere “la trama”, cogliere “il sugo di tutta la storia” per un “godimento dell’anima e della mente”. Continue reading →
Il senatoconsulto di Tiberio su Cristo: analisi di una controversia tra storia e apologetica
Introduzione
Tra gli episodi più enigmatici e dibattuti nei rapporti tra il nascente cristianesimo e l’Impero Romano, spicca la narrazione contenuta nel capitolo 5 dell’Apologeticum di Tertulliano. Scritta intorno al 197, l’opera riporta che l’imperatore Tiberio, informato da un rapporto di Ponzio Pilato sugli eventi miracolosi legati a Cristo in Palestina, avrebbe proposto al Senato di riconoscere ufficialmente la divinità di Gesù e di ammetterne il culto a Roma. Secondo il racconto, il Senato respinse la proposta, geloso della propria prerogativa di approvare nuove divinità, stabilendo così, secondo Tertulliano, il fondamento giuridico per la successiva illegalità del cristianesimo. Continue reading →

Commenti recenti