Israele storico, Israele biblico: un’analisi di “Historical and Biblical Israel” di Reinhard G. Kratz

Israele storico, Israele biblico: un’analisi di “Historical and Biblical Israel” di Reinhard G. Kratz

Il volume Historical & Biblical Israel: The History, Tradition, and Archives of Israel and Judah, pubblicato nel 2015 dalla Oxford University Press, rappresenta una sintesi magistrale del lavoro di Reinhard G. Kratz, professore di Antico Testamento presso l’Università di Göttingen. L’opera, una versione inglese rivista e ampliata di un precedente testo tedesco del 2013, si colloca saldamente nella tradizione storico-critica della “scuola di Göttingen”, che affonda le sue radici nel lavoro pionieristico di figure come Julius Wellhausen. La ricerca di Kratz è nota per il suo approccio rigoroso alla storia letteraria e redazionale dell’Antico Testamento, un metodo che trova in questo volume la sua espressione più completa e accessibile. Continue reading →

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Origine ed evoluzione del nome “Palestina”: un’analisi storico-filologica

Origine ed evoluzione del nome “Palestina”: un’analisi storico-filologica

Il nome “Palestina” è oggi carico di connotazioni politiche e identitarie, ma la sua storia è un complesso percorso filologico, geografico e amministrativo che si estende per oltre tre millenni. Questo articolo si propone di tracciare tale percorso in modo rigoroso e documentato, distinguendo tra l’uso etnico, geografico e politico del termine nelle diverse epoche storiche. L’analisi si baserà su un esame critico delle fonti testuali, archeologiche e amministrative, al fine di ricostruire le trasformazioni semantiche e le continuità nominali che hanno caratterizzato questo toponimo. Si argomenterà che il nome “Palestina” ha subito una trasformazione fondamentale: nato come etnonimo per un popolo specifico (i peleset/filistei) in un’area geografica ristretta (la piana costiera meridionale), si è evoluto in un toponimo generico per una regione più vasta nell’uso greco, per poi essere istituzionalizzato come nome amministrativo ufficiale dai romani. Questa designazione ufficiale è stata mantenuta dalle successive amministrazioni (bizantina e islamica), fino a diventare, nel XX secolo, il nome di un’entità politica definita con confini precisi. L’analisi seguirà un ordine cronologico, evitando di proiettare retroattivamente concetti moderni di nazione o stato su entità antiche e contestualizzando ogni uso del nome nel suo specifico orizzonte storico. Continue reading →

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Una storia di YHWH: traduzione culturale e ricezione sovversiva nella storia israelitica. Un’analisi del volume di Shawn W. Flynn

Una storia di YHWH: traduzione culturale e ricezione sovversiva nella storia israelitica. Un’analisi del volume di Shawn W. Flynn

Tracciare una narrazione delle trasformazioni di YHWH

Nel panorama degli studi biblici e storico-religiosi, l’indagine sulle origini e l’evoluzione della divinità israelitica, YHWH, rappresenta un campo di ricerca perennemente fertile e dibattuto. In questo contesto si inserisce il volume di Shawn W. Flynn, A Story of YHWH: Cultural Translation and Subversive Reception in Israelite History (Routledge, 2020), un’opera che si propone di tracciare una narrazione diacronica dello yahwismo dall’Età del Ferro fino al periodo persiano. L’autore, professore associato di Bibbia Ebraica presso il St. Joseph’s College dell’Università di Alberta, si colloca nel solco di studi fondamentali come Yahweh and the Gods and Goddesses of Canaan di John Day e L’invenzione di Dio di Thomas Römer, ma ambisce a offrire una prospettiva metodologica distintiva. Continue reading →

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Paolo ritrovato: l’ebraicità radicale e la salvezza inclusiva in “Paolo di Tarso, un ebreo del suo tempo” di Boccaccini e Mariotti

Paolo ritrovato: l’ebraicità radicale e la salvezza inclusiva in “Paolo di Tarso, un ebreo del suo tempo” di Boccaccini e Mariotti

Un’opera-ponte nel panorama degli studi paolini

Nel campo vasto e spesso conteso degli studi paolini, emergono periodicamente opere capaci non solo di presentare tesi innovative, ma anche di sintetizzare decenni di ricerca, rendendoli accessibili a un pubblico più vasto e segnando un punto di non ritorno nel dibattito. Paolo di Tarso, un ebreo del suo tempo, il volume scritto a quattro mani da Gabriele Boccaccini e Giulio Mariotti ed edito dall’editore Carrocci di Roma nel 2025, si colloca a pieno titolo in questa categoria. L’opera si presenta come un contributo fondamentale, un vero e proprio ponte tra le più recenti e rivoluzionarie prospettive accademiche internazionali e il panorama degli studi italiani, spesso più cauto nell’accogliere i mutamenti di paradigma (p. 30). La collaborazione stessa tra Boccaccini, studioso di fama mondiale del giudaismo del Secondo Tempio e fondatore dell’Enoch Seminar, e Mariotti, giovane e brillante ricercatore, simboleggia una continuità e una vitalità intellettuale che attraversa le generazioni, portando a compimento un percorso di ricerca frutto di anni di impegno ed entusiasmo (p. 35). Continue reading →

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L’invenzione, la memoria e il popolo: una recensione critica de “L’invenzione del popolo ebraico” di Shlomo Sand

L’invenzione, la memoria e il popolo: una recensione critica de “L’invenzione del popolo ebraico” di Shlomo Sand

Shlomo Sand, L’invenzione del popolo ebraico, traduzione di Elisa Carandina, Rizzoli, Milano, 2010 (Riedito da Mimesis nel 2024)

Lo storico come iconoclasta

Pochi saggi storici recenti hanno generato un dibattito tanto acceso e polarizzato quanto L’invenzione del popolo ebraico di Shlomo Sand. Pubblicato originariamente in ebraico nel 2008, il volume si è rapidamente imposto all’attenzione internazionale, venendo acclamato da storici di fama come Eric Hobsbawm e Tony Judt come un’opera fondamentale e coraggiosa, e al contempo denunciato da numerosi accademici come un pamphlet politicamente motivato e storicamente inaccurato. Il libro si presenta come un atto di iconoclastia intellettuale, il cui scopo dichiarato è smantellare sistematicamente quelli che Sand considera i miti fondativi del nazionalismo ebraico e, di conseguenza, le basi ideologiche su cui poggia lo Stato d’Israele. Continue reading →

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Un’audace rilettura del passato: analisi critica di “The Letters of Paul in their Roman Literary Context” di Nina E. Livesey

Un’audace rilettura del passato: analisi critica di “The Letters of Paul in their Roman Literary Context” di Nina E. Livesey

Una sfida radicale a un consenso consolidato

Il volume di Nina E. Livesey, The Letters of Paul in their Roman Literary Context, Cambridge University Press, 2024 si propone come un’opera di rottura, destinata a interrogare le fondamenta degli studi paolini. La sua tesi centrale è tanto diretta quanto radicale: le sette lettere universalmente riconosciute come autentiche di Paolo di Tarso (Romani, 1-2 Corinzi, Galati, Filippesi, 1 Tessalonicesi e Filemone) non sarebbero altro che opere pseudonime, composte non nel I secolo, ma alla metà del II, all’interno della scuola romana di Marcione. Con questa affermazione, Livesey non suggerisce una semplice revisione, ma un completo ripensamento di quasi due secoli di consenso accademico. Continue reading →

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