L’ombra di Seth e il dio asino: anatomia di una calunnia millenaria tra Egitto, Roma e gnosi

L’ombra di Seth e il dio asino: anatomia di una calunnia millenaria tra Egitto, Roma e gnosi

L’accusa di onolatria rivolta agli ebrei e successivamente ai primi cristiani rappresenta uno degli aspetti più singolari della storia religiosa della Tarda Antichità. La genesi della stessa ha una storia complessa che affonda le radici in uno dei casi di sincretismo culturale più interessante del mondo greco-romano. Questo non può essere inquadrato come una semplice diceria popolare, ma sorge da una complessa interazione tra teologia egizia, polemica ellenistica e interpretazione romana, così come di ardite speculazioni esoteriche. Al centro di questo strano malinteso si colloca l’antica associazione dell’egiziano dio Seth, e del greco Tifone, con l’asino, animale considerato impuro a causa del suo legame ontologico con il deserto, il caos e le forze che minacciavano l’ordine cosmico stabilito dal Ma’at, vale a dire l’architettura morale e fisica della realtà. Quando i giudei divennero una presenza consistente in Egitto, in ragione della loro associazione culturale col deserto e del loro rifiuto di rappresentare la divinità, il loro Dio fu associato a Seth-Tifone, dando origine alla diceria che questo fosse un essere dalla sembianza asinina. Tale associazione di origine probabilmente popolare fu successivamente razionalizzata e trasformata in “fatto storico” dagli intellettuali alessandrini e romani, per poi ascendere ai cieli dell’astrologia e infine cristallizzarsi nella teologia inversa degli gnostici. Continue reading →

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La narrazione del sacro tra memoria e affetto. Recensione del volume “Vite di Cristo e di Maria” a cura di Daniele Solvi

La narrazione del sacro tra memoria e affetto. Recensione del volume “Vite di Cristo e di Maria” a cura di Daniele Solvi

L’uscita del volume Vite di Cristo e di Maria. Testi brevi dal XII al XV secolo (a cura di Daniele Solvi, collana “Magazzino mediolatino” n. 3, La Giustizia Penale e Spolia, Roma 2024, ISBN 9788894684261), curato con maestria filologica e sensibilità interpretativa, costituisce un evento di riliveo nel panorama editoriale italiano dedicato alla medievistica e alla storia della spiritualità. Non ci troviamo di fronte a una mera antologia di testi devozionali, bensì a un’operazione culturale raffinata che colma una lacuna storiografica significativa: la comprensione delle modalità attraverso cui l’uomo medievale, monaco o laico, ha rielaborato, interiorizzato e “riscritto” la biografia di Gesù. In un mercato editoriale spesso polarizzato tra la ristampa anastatica di grandi classici della teologia e la manualistica divulgativa di superficie, questo volume si impone come una “chicca” per la sua capacità di offrire al lettore una selezione di testi brevi, spesso inediti o di difficile reperimento in traduzione italiana, che rappresentano il laboratorio vivente della pietà occidentale. Continue reading →

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L’anatomia di un fallimento imperiale. La strategia, i soldi e la nemesi nella persecuzione di Valeriano

L’anatomia di un fallimento imperiale. La strategia, i soldi e la nemesi nella persecuzione di Valeriano

Sul polveroso fronte orientale, da qualche parte tra le rovine di Edessa e le terre contese della Mesopotamia, si consumò nel 260 uno degli eventi più traumatici e surreali della storia romana: l’imperatore Publio Licinio Valeriano, l’uomo che incarnava la maiestas di Roma, fu catturato vivo dal re persiano Shapur I. Non cadde in battaglia come un eroe, ma finì in catene, trasformato – se dobbiamo credere alle fonti cristiane come Lattanzio, intrise di una comprensibile Schadenfreude – in uno sgabello umano per aiutare il sovrano sasanide a montare a cavallo. La fine ingloriosa di Valeriano segnò l’epilogo di un regno che, solo pochi anni prima, aveva tentato una delle operazioni di polizia politica più sofisticate e mirate dell’antichità: lo smantellamento chirurgico della Chiesa cristiana. Per comprendere la natura specifica di questo scontro, che insanguinò il triennio 257-260, è necessario abbandonare la retorica del martirologio, che spesso appiattisce tutto sotto l’etichetta dell’odio religioso, e adottare lo sguardo disincantato dello storico che osserva i meccanismi del potere. La persecuzione di Valeriano non fu un atto di follia, né una semplice replica di quanto accaduto in precedenza; fu un tentativo razionale, cinico e disperato di salvare un Impero in bancarotta colpendo quella che ormai era percepita come una ricca e organizzata struttura parallela allo Stato. Continue reading →

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L’assassinio di Ipazia e l’egemonia cirilliana. Anatomia di un crimine politico nella Tarda Antichità

L’assassinio di Ipazia e l’egemonia cirilliana. Anatomia di un crimine politico nella Tarda Antichità

La necessità di una revisione storiografica

La morte di Ipazia di Alessandria, consumatasi nel marzo del 415 (o 416 secondo alcune cronologie divergenti), costituisce uno degli eventi più polarizzanti e mitizzati della storia tardo-antica. Per secoli, la storiografia e la letteratura hanno proiettato su questo singolo episodio di violenza urbana le ansie, le ideologie e i conflitti propri delle epoche successive. Dalle invettive illuministe di Voltaire, che vedevano nella filosofa una martire della Ragione immolata sull’altare del fanatismo clericale, alle ricostruzioni romantiche di Charles Kingsley, che ne erotizzavano il martirio, fino alle narrazioni contemporanee che la dipingono come un’icona femminista e scientifica opposta all’oscurantismo religioso, la figura storica di Ipazia è stata progressivamente sepolta sotto strati di sovrastrutture ideologiche. Continue reading →

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“Introduzione ai vangeli apocrifi”. Una breve presentazione

“Introduzione ai vangeli apocrifi”. Una breve presentazione

Con la pubblicazione di Introduzione ai vangeli apocrifi (Roma, Ed. Storie della Storia, 2024, ISBN: 9798302510792), ho inteso proporre al lettore non un manuale accademico, ma una vera e propria bussola per orientarsi in quel vasto, affascinante e spesso mal compreso arcipelago letterario che costituisce una parte relativamente consistenze della produzione letteraria del cristianesimo antico. L’esigenza di redigere quest’opera nasce da una constatazione maturata nel corso dei miei anni di studi e di divulgazione storico-religiosa: troppo spesso, quando si affronta il tema dei “vangeli apocrifi”, si finisce per scivolare in due estremi opposti e ugualmente sterili, che non rendono giustizia alla complessità della storia. Da una parte, c’è l’atteggiamento di una certa apologetica timorosa o tradizionalista, che tende a liquidare questi testi in blocco come mere falsificazioni, bizzarrie prive di valore o pericolose eresie da dimenticare, quasi temendo che la loro lettura possa inquinare la fede dei semplici; dall’altra, imperversa una vulgata sensazionalistica, nutrita da romanzi di successo e documentari pseudoscientifici, che vede in ogni frammento di papiro la prova definitiva di una “verità nascosta”, di un complotto millenario ordito dalle gerarchie ecclesiastiche per celare il “vero” volto umano, politico o esoterico di Gesù. Il mio obiettivo, nelle pagine di questo libro, è invece eminentemente storico e documentale: restituire a questi scritti la loro dignità di testimoni. Questi non sono gli scarti della storia, ma le voci vive, talvolta appassionate, talvolta confuse, di uomini e donne che hanno creduto, sperato, pregato e dibattuto, cercando di dare un senso all’evento sconvolgente di Gesù di Nazaret in modi che, seppur diversi da quelli divenuti maggioritari e normativi, ci raccontano la straordinaria ricchezza, la fluidità e la vitalità del cristianesimo delle origini. Continue reading →

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Dio non è uno. Il pluralismo realista di Stephen Prothero e le sue implicazioni per il dialogo interreligioso

Dio non è uno. Il pluralismo realista di Stephen Prothero e le sue implicazioni per il dialogo interreligioso

Il fallimento del “Godthink” e l’urgenza della distinzione

Nel panorama contemporaneo degli studi religiosi e del dibattito pubblico sulla fede, pochi lavori hanno suscitato una risonanza così immediata, provocatoria e necessaria come il volume di Stephen Prothero, God Is Not One: The Eight Rival Religions That Run the World—and Why Their Differences Matter (New York: HarperOne, 2010). Pubblicato in un’era post-11 settembre, definita da una crescente ansia geopolitica intrecciata in modo inestricabile a motivazioni religiose, il volume si pone come un manifesto intellettuale contro una delle ortodossie più radicate e confortanti della modernità liberale: l’idea, apparentemente benevola ma empiricamente infondata, che tutte le religioni siano essenzialmente la stessa cosa. Questa analisi vuole esplorare la tesi centrale di Prothero, esaminando come il suo rifiuto del “Godthink” — il pensiero teologico ingenuo che appiattisce le differenze — offra una base più solida, seppur intrinsecamente più scomoda, per la comprensione interculturale e il dialogo interreligioso nel XXI secolo. Continue reading →

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