La risurrezione di Gesù: Un’indagine

(4 recensioni dei clienti)

10,00

  • Autore : Adriano Virgili
  • Copertina flessibile : 238 pagine
  • Lingua: : Italiano
  • Peso articolo : 240
  • Dimensioni : 12.7 x 1.37 x 20.32 cm
  • Editore : Nihil Sine Deo (9 novembre 2020)
  • ISBN-13 : 979-855939124

 

Categoria:

Descrizione

Dalla prefazione di Angelo D’Agostino: “Nessuno si illuda […] che Virgili sia un ingenuo apologeta e che il libro che ha tra le mani sia un trattatello fazioso e risibile. Sarebbe un grande errore! Si scontra su un terreno filosofico con teste pensanti come Hume; su quello storico con miticisti come R. Carrier. Parla agli scettici con la terza via di Tommaso d’Aquino, dialoga e argomenta di continuo con studiosi rinomati come R. Brown, R. Bauckham e L. Hurtado. Arriva ai suoi obbiettivi senza mai zoppicare: conosce e usa la patristica, le fonti giudaiche, la letteratura intertestamentaria e la storia della ricerca sul Gesù storico. Il metodo adottato, quello minimalista, non gli impedisce di prendere le proprie decisioni critiche su alcuni argomenti come quello del vaticinium ex eventu nella parte terza del libro. Indizio, quest’ultimo, dell’obbiettività e serietà scientifica dell’autore. La mia prima impressione appena finito di leggerlo è stata quella di aver letto un manuale di teologia multi-disciplinare con un unico obbiettivo. Una introduzione argomentata e ben intessuta. Un libro per tutti, che paradossalmente non necessita di nessuna fede previa. Un libro che si preoccupa dell’intelletto tanto quanto dell’anima.”

4 recensioni per La risurrezione di Gesù: Un’indagine

  1. Altur

    Chi ha già apprezzato il rigore del metodo di Adriano Virgili in “Incontro a Gesù” leggerà con interesse anche questo saggio sulla risurrezione, che costituisce un approfondimento di un tema già affrontato nell’opera precedente. Da questa viene ripreso anche lo schema delle premesse filosofiche che abilitano al ragionamento sulla possibilità di avvenimenti che vanno oltre l’ambito naturale; in seguito si individuano sei fatti, tra quelli narrati dagli evangelisti, che possono essere considerati certi e si affrontano tutte le ipotesi che storicamente sono state avanzate per metterli insieme. Non tutte le ipotesi hanno lo stesso peso e la stesssa legittimità: compararle alla luce di criteri rigorosi fa vedere bene potenzialità e limiti dei diversi approcci al problema della risurrezione, tema cruciale per una religione e una spiritualità che si fondano sull’esperienza di persone reali e fatti storici. L’analisi di Virgili si concentra prevalentemente sulla coerenza interna dei racconti evangelici: un approccio che probabilmente non piacerà a tutti, ma che a mio parere ha il pregio di evidenziare la maggiore solidità dell’interpretazione “integrale”, che non esclude a priori la possibilità dell’evento risurrezione, rispetto alle tante razionalizzazioni tentate nel corso dei secoli, che non sono in grado di mettere insieme tutti gli elementi che, in base al consenso praticamente unanime della comunità scientifica, possiamo considerare storicamente provati o almeno fortemente attendibili.

  2. Alessandra Fusco

    Ho trovato questo testo veramente bellissimo e scritto in maniera eccelsa, l’autore infatti riesce ad affrontare temi di filosofia, apologetica cristiana, esegesi biblica, in maniera seria e nello stesso tempo di facile fruibilità per chi, come me ad esempio, non ha molta dimestichezza con gli studi teologici.

    Il libro affronta in maniera insolita l’argomento risurrezione, poiché l’autore segue pedissequamente la via della ragione, non quella della cieca fede. Proprio come avrebbe fatto Sherlock Holmes segue la strada della logica, ci presenta il Gesù storico e gli apostoli, soppesa tutte le ipotesi alternative alla Risurrezione ( Può essere stato un complotto degli apostoli? Il risorto era forse un sosia? È stata tutta una finzione?) e le smonta una ad una affidandosi alla ragione. Ed in questo modo ci mostra che non esiste nessun’altra realtà e che l’unica ipotesi plausibile è proprio quella professata da tutti noi cristiani: Cristo è risorto veramente!

    Questo approccio razionale rende il testo adatto anche a quegli atei che sono comunque aperti ad un sereno dialogo e che sono pronti a relazionarsi con una realtà, che potrebbe mettere a dura prova il loro cieco ateismo.

    Per i credenti questo testo può divenire l’inizio di un vero e proprio viaggio alla scoperta della Fede, un viaggio in cui la figura di Cristo è centro e fulcro. Un Cristo che ci viene presentato innanzitutto come uomo e che riusciamo a sentire, proprio per questo motivo, più vicino a noi; lo sentiamo figli del Padre nel Suo Sangue e nello Spirito e questo ci fa contemplare nella fede anche la sua natura divina.

    È un libro che consiglio a tutti di leggere perchè ci dimostra che Dio supera ogni tentativo di razionalizzazione, a Lui tutto è possibile e non vi è Sherlock Holmes che possa batterlo!

    https://clubtheologicum.wordpress.com/2020/11/27/la-resurrezione-di-gesu-unindagine-clubcultura/?fbclid=IwAR2jwWUYJAbYWghH78nbz1p9D2vFbzdZW24wN7k61_aE0aerk1Rbk2shNEk

  3. Luca GB

    La resurrezione di Gesù di Nazareth è una condizione fondamentale e irrinunciabile della fede cristiana così come professata dalle chiese tradizionali dalle origini ad oggi. Come diceva lo stesso San Paolo, “Se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede” (1Cor 15,14).
    Non meraviglia dunque che la possibilità di stabilire qualcosa di concreto al riguardo diventi una questione cruciale nel dibattito tra credenti e non credenti. Il punto però è che comunemente si ritiene, nella migliore delle ipotesi, che l’evento della resurrezione cada al di fuori dell’ambito di pertinenza della ricerca storica, e che per questo motivo non possa che restare un articolo di fede senza il minimo indizio a favore. Questo quando non si arriva addirittura a liquidare l’intera questione come una vecchia superstizione che una moderna mentalità scientifica non può ammettere nemmeno come mera possibilità.
    Adriano Virgili, per formazione a suo agio con i criteri della ricerca storica e della filologia, pone sorprendentemente la questione in un modo nuovo, rimettendo in discussione vecchi pregiudizi sull’evento-cardine della storia del cristianesimo. Il suo libro affronta tutte le obiezioni degli ultra-scettici, da quelle di tipo filosofico a quelle più strettamente scientifiche, toccando argomenti come l’esistenza di Dio, la plausibilità del soprannaturale, l’affidabilità dei testimoni, ecc. L’aspetto più interessante del libro è costituito dalle analogie che emergono tra la ricerca in ambito storico e le procedure di indagine e giudiziarie previste dai nostri ordinamenti: una persona intellettualmente onesta non può liquidare alcuni indizi a favore della resurrezione del Cristo senza allo stesso tempo rimettere in discussione procedure, criteri e metodi dell’analisi forense, della raccolta di testimonianze in tribunale, ecc. O tutto o niente.
    Rispetto a precedenti opere sullo stesso argomento Virgili si mostra particolarmente originale, non solo perché probabilmente è il primo, almeno in lingua italiana, ad accettare la sfida di affrontare tutti i campi di discussione possibili, ma anche perché il suo libro contiene considerazioni toccate mai o raramente, sicuramente non con la stessa competenza, dalle opere di altri autori sullo stesso argomento. Su tutte spiccano quelle sulla stabilità e affidabilità della tradizione orale, forse anti-intuitiva ma convincentemente provata dall’autore, e quelle filosofiche di stampo tomistico: in effetti il nostro è, tra le varie cose, un esperto del pensiero di San Tommaso d’Aquino e di tomismo in generale, non a caso già autore di diversi, ottimi, libri divulgativi sull’argomento, e in questa sua ultima fatica è possibile leggere una delle migliori spiegazioni della terza via proposta dall’aquinate per dimostrare l’esistenza di Dio. Varrebbe la pena acquistare il libro già solo per questa preziosa divulgazione di un tema che in sede scolastica lascia spesso perplessi e confusi.

  4. Alessio

    Questo saggio di Adriano Virgili è un esempio pregevole di divulgazione storico-religiosa. L’affermazione nella sua tranciante perentorietà potrebbe apparire pomposa e frutto di una qualche misteriosa piaggeria. Non è affatto così. Il Virgili si accosta indubbiamente ad una tematica ostica per tutte quelle sue consuete sfaccettature scottanti, aduse a prestare il fianco a polemiche ideologiche, ormai da molti secoli. Cosa possiamo dire in merito alla risurrezione dell’uomo Gesù Cristo, quel predicatore della Galilea messo a morte da Ponzio Pilato all’inizio del primo secolo d. C.? E’ questa la domanda alla quale il libro risponde a conclusione delle sue 227 pagine. Potrebbero sembrarvi molte, ma diffidate di questa ingannevole apparenza: la lettura procede scorrevolissima. Merito certamente dell’autore che si rivolge al lettore dandogli del “tu”, con tono amicale e schietto senza mai travalicare però i limiti di una discreta confidenza. Merito anche di scelte stilistiche molto azzeccate; il libro si rivolge a tutti, ma davvero a tutti. Non abbiate alcun timore di non esserne i destinatari privilegiati perché un destinatario privilegiato non esiste. Il lessico è piano e privo di asperità, il periodare è limpido, tipico di colui che vuole davvero farsi comprendere e non farsi ammirare. Non vi è un apparato di note, e questo è un indizio chiarissimo delle intenzioni nobilmente divulgative dell’autore. Non scandalizzatevi: troverete comunque alla fine del volume una stringata ed essenziale bibliografia.
    Come da indice, la prima parte è dedicata propedeuticamente alla dimostrazione dell’esistenza di Dio e alla plausibilità dei miracoli: l’autore invita il lettore a passare direttamente alla seconda parte del volume laddove egli (il lettore, si intende) fosse già persuaso della realtà di questi due fenomeni. Ma fate un piacere a voi stessi e non date ascolto allo scrittore, leggete comunque in ogni caso anche la prima parte perché ne trarrete giovamento. Prima parte, dunque, inevitabilmente di carattere più filosofico.
    Nella seconda parte ci si catapulta nella vicenda storica e veniamo messi di fronte a sei “fatti” concernenti la risurrezione di Cristo. L’analisi di ognuno dei sei “fatti” è condotta con rigore metodologico ma senza alcuna pesantezza accademica. Davvero notevoli la semplicità e la chiarezza logica con la quale ci si accosta a questioni storiografiche annose e in sé complesse. Io ho personalmente apprezzato oltremodo la rapida ma efficacissima carrellata sulle vite dei più importanti discepoli del Cristo.
    Nella terza parte, culmine del libro, vengono messe in fila tutte le ipotesi sviluppate in vario modo nel tempo per rendere ragione di quell’evento sconvolgente che è la Risurrezione. Si tratta di una allucinazione collettiva della quale inspiegabilmente in molti furono vittime? E’ dunque un fatto reale, questo ritorno dal Regno dei morti di Gesù il Nazareno, oppure può rintracciarsi nelle fonti un qualche elemento che permetta di ipotizzare spiegazioni differenti? Chi conosce l’autore potrà presagire la risposta. Una risposta certamente cattolica ma indubbiamente anche documentata con competenza e con intelligenza.
    Il libro, in definitiva, è consigliatissimo a chiunque voglia addentrarsi nella storia della Risurrezione di Cristo. Un’opera, questa di Virgili, che va probabilmente a colmare una lacuna in tal senso esistente nella saggistica in lingua italiana. E ne avevamo un certo bisogno.

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