storia ebraica

L’ombra di Seth e il dio asino: anatomia di una calunnia millenaria tra Egitto, Roma e gnosi

L’ombra di Seth e il dio asino: anatomia di una calunnia millenaria tra Egitto, Roma e gnosi

L’accusa di onolatria rivolta agli ebrei e successivamente ai primi cristiani rappresenta uno degli aspetti più singolari della storia religiosa della Tarda Antichità. La genesi della stessa ha una storia complessa che affonda le radici in uno dei casi di sincretismo culturale più interessante del mondo greco-romano. Questo non può essere inquadrato come una semplice diceria popolare, ma sorge da una complessa interazione tra teologia egizia, polemica ellenistica e interpretazione romana, così come di ardite speculazioni esoteriche. Al centro di questo strano malinteso si colloca l’antica associazione dell’egiziano dio Seth, e del greco Tifone, con l’asino, animale considerato impuro a causa del suo legame ontologico con il deserto, il caos e le forze che minacciavano l’ordine cosmico stabilito dal Ma’at, vale a dire l’architettura morale e fisica della realtà. Quando i giudei divennero una presenza consistente in Egitto, in ragione della loro associazione culturale col deserto e del loro rifiuto di rappresentare la divinità, il loro Dio fu associato a Seth-Tifone, dando origine alla diceria che questo fosse un essere dalla sembianza asinina. Tale associazione di origine probabilmente popolare fu successivamente razionalizzata e trasformata in “fatto storico” dagli intellettuali alessandrini e romani, per poi ascendere ai cieli dell’astrologia e infine cristallizzarsi nella teologia inversa degli gnostici. Continue reading →

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L’enigma dei fratelli separati. Genesi, condivisione e rottura tra giudei e samaritani alla luce delle nuove evidenze storiche e archeologiche

L’enigma dei fratelli separati. Genesi, condivisione e rottura tra giudei e samaritani alla luce delle nuove evidenze storiche e archeologiche

La storia dei rapporti tra giudei e samaritani rappresenta uno dei nodi storiografici più complessi e affascinanti del Vicino Oriente antico. Al centro di questa indagine risiede un paradosso teologico e storico che ha interrogato generazioni di studiosi: come è possibile che due comunità, tradizionalmente dipinte come nemiche giurate sin dagli albori del ritorno dall’esilio babilonese, condividano il fondamento stesso della loro fede — l’unico Dio, YHWH, e la Torah, il Pentateuco — se quest’ultimo è stato redatto e canonizzato proprio in quell’epoca post-esilica in cui le tensioni sembravano insormontabili? La risposta tradizionale, ereditata dalla polemica biblica e dalla storiografia di Flavio Giuseppe, vedeva nei samaritani un corpo estraneo, i “cutei”, convertiti per paura e adottanti una forma sincretista di giudaismo. Tuttavia, la ricerca contemporanea, supportata da scavi archeologici rivoluzionari sul Monte Garizim e da una rilettura critica dei testi, ha ribaltato questa prospettiva, suggerendo che la condivisione della Torah non sia un incidente storico o un’appropriazione indebita, ma il frutto di una comune eredità israelita che persistette ben oltre le presunte fratture del periodo persiano. Continue reading →

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L’immaginazione apocalittica: analisi e contesto di un’opera capitale

L’immaginazione apocalittica: analisi e contesto di un’opera capitale

Un’opera di riferimento giunta alla terza edizione

Nel panorama degli studi biblici, poche opere hanno raggiunto lo status canonico e l’influenza formativa di The Apocalyptic Imagination di John J. Collins. Sin dalla sua prima pubblicazione nel 1984, questo volume è stato universalmente riconosciuto come il testo introduttivo e analitico fondamentale per chiunque intenda comprendere la complessità della letteratura apocalittica giudaica. Il volume oggetto di questa recensione è la sua terza edizione: John J. Collins, The Apocalyptic Imagination: An Introduction to Jewish Apocalyptic Literature. Third Edition (Grand Rapids, Michigan: William B. Eerdmans Publishing Company, 2016). Continue reading →

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Una breve analisi di “Between Yahwism and Judaism” di Yonatan Adler

Una breve analisi di “Between Yahwism and Judaism” di Yonatan Adler

l volume di Yonatan Adler, Between Yahwism and Judaism: Judean Cult and Culture during the Early Hellenistic Period (332-175 BCE), edito dalla CUP nel 2025, si configura non semplicemente come un’aggiunta al corpus di studi sul giudaismo antico, ma come una radicale e meticolosa ricalibratura delle sue origini. L’opera si immerge in un’epoca deliberatamente circoscritta e storicamente nebulosa – quella che va dalla conquista della Giudea da parte di Alessandro Magno fino alla vigilia della crisi maccabaica – per porre una domanda fondamentale che ne costituisce il cuore pulsante: questo periodo rappresenta una fase di sostanziale continuità con lo “yahwismo” dell’epoca persiana, o segna piuttosto una rottura decisiva, l’alba di un “giudaismo” nascente, con le caratteristiche che gli attribuiremo in seguito? La risposta di Adler, articolata attraverso un’analisi quasi forense delle fonti disponibili, è tanto netta quanto provocatoria: il periodo ellenistico antico è un’era di marcata e inequivocabile continuità culturale e religiosa con il passato. La grande frattura, il momento genetico del giudaismo normativo – un sistema religioso fondato sull’osservanza diffusa e socialmente vincolante della Torah, caratterizzato da un monoteismo esclusivista e da un culto rigidamente centralizzato attorno al Tempio di Gerusalemme – non si colloca qui, ma avverrà solo più tardi, come diretta conseguenza della rivolta maccabaica e della successiva instaurazione del regno degli Asmonei a metà del II secolo a.C. Continue reading →

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Una storia di Israele tra fede e filologia: analisi critica di “Ancient Israel’s History: An Introduction to Issues and Sources”

Una storia di Israele tra fede e filologia: analisi critica di “Ancient Israel’s History: An Introduction to Issues and Sources”

L’opera e il suo posizionamento nel dibattito storiografico

Nel panorama accademico dedicato alla storia dell’antico Israele, un campo di studi notoriamente complesso e attraversato da profonde divisioni metodologiche, il volume curato da Bill T. Arnold e Richard S. Hess, Ancient Israel’s History: An Introduction to Issues and Sources, pubblicato da Baker Academic nel 2014, si presenta come un contributo di taglio nettamente “conservatore” nell’attuale panorama degli studi biblici. L’opera, frutto della collaborazione di un nutrito gruppo di specialisti, si prefigge l’ambizioso obiettivo di fornire uno “stato attuale della ricerca sulle questioni relative alla storia dell’antico Israele”. Nella prefazione, i curatori esplicitano il loro impegno metodologico: evitare posizioni estreme, scegliendo di “non assumere né una posizione negativa nei confronti della letteratura biblica né una ingenua e fideistica su questioni difficili”. L’intento è quello di offrire un manuale che “valorizza il contributo storico della Bibbia senza trascurare le questioni critiche e le sfide” che emergono da un’analisi rigorosa delle fonti. Continue reading →

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Oltre i testi: un ritratto archeologico dell’antico Israele e Giuda di William G. Dever

Oltre i testi: un ritratto archeologico dell’antico Israele e Giuda di William G. Dever

Una nuova storiografia a partire dalle “cose”

L’opera monumentale di William G. Dever, Beyond the Texts: An Archaeological Portrait of Ancient Israel and Judah, pubblicata da SBL Press nel 2017 rappresenta il culmine di una carriera sessantennale dedicata a ridefinire il rapporto tra archeologia e studi biblici. Il libro si propone come un manuale per studiosi della Bibbia, storici del Vicino Oriente antico e non specialisti, con l’obiettivo di tracciare una storia dell’antichi regni di Israele e Giuda che non sia una mera parafrasi delle narrazioni bibliche, ma un “ritratto archeologico” fondato sull’evidenza materiale. Continue reading →

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