David Wenham, Dalla buona novella ai vangeli. Cosa dissero i primi cristiani su Gesù?, (Tit. or. From Good News to Gospels. What Did the First Christians Say about Jesus?), Introduzione di Donald A. Hagner, Traduzione dall’inglese di Alberto Rezzi, Brescia, Queriniana, 2019, pp. 150.
Nei decenni fondamentale e in qualche modo opachi che separano la crocifissione di Gesù dalla redazione dei primi Vangeli (un intervallo stimato dagli studiosi a circa quarant’anni), la “buona novella” si diffuse con una rapidità sbalorditiva. Ma quale “buona novella”? Cosa veniva esattamente comunicato? La risposta accademica prevalente nell’ultimo secolo, dominata dall’Ipotesi delle Due Fonti (2SH), ha tradizionalmente disassemblato le tradizioni evangeliche in strati letterari distinti e cronologicamente successivi: la narrazione (Marco), i detti (la fonte Q), e tradizioni comunitarie più tarde (M e L), innestate successivamente da Matteo e Luca. In questa ricostruzione, il “Vangelo” pre-letterario era spesso ridotto a un kerygma (proclamazione) teologico astratto (Gesù è morto ed è risorto), con un interesse minimo per il Gesù terreno, o a una congerie di aneddoti e loghia isolati, trasmessi in modo “informale e incontrollato”. Continue reading →

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