Negli ultimi decenni, il cattolicesimo europeo è stato caratterizzato da dinamiche apparentemente paradossali, che necessitano di un’analisi decostruttiva che si collochi al di là delle logiche confessionali. Da un lato, difatti, assistiamo al costante declino della pratica religiosa e delle vocazioni nella Chiesa “post-conciliare”, vale a dire della porzione largamente maggioritaria del corpo ecclesiale che ha adottato le riforme liturgiche e pastorali volute dal Concilio Vaticano II (1962-1965). Dall’altro lato, invece, osserviamo una crescita relativamente consistente delle comunità cosiddette “tradizionaliste”. Queste ultime, rimaste fedeli alla liturgia antecedente al 1969, vale a dire quella codificata dal Messale di San Pio V e celebrata rigorosamente in latino, attraggono un numero sempre maggiore di fedeli, specie tra le fasce più giovani della popolazione. Un dato su tutti evidenzia questa vitalità: i seminari di istituti sacerdotali legati al Rito Tridentino assistono ad un afflusso crescente di ragazzi, in netto e sconsolante contrasto con i grandi seminari diocesani, ormai per lo più praticamente privi di studenti e in progressiva dismissione. Continue reading →
Storia moderna e contemporanea
Meccanica celeste e Chronos: l’evoluzione millenaria del calcolo degli equinozi e dei solstizi
La sfida della misurazione del tempo cosmico
La storia della civiltà occidentale è intrinsecamente legata al tentativo di sincronizzare l’attività umana con i ritmi inesorabili del cosmo. Al centro di questa impresa si trova la determinazione precisa di quattro momenti cardine dell’anno solare: gli equinozi e i solstizi. Questi eventi non rappresentano semplici convenzioni culturali, ma istanti fisici determinati dalla meccanica orbitale del pianeta Terra, la cui corretta individuazione ha richiesto millenni di osservazioni, calcoli matematici sempre più raffinati e, non di rado, accesi conflitti teologici e politici. Continue reading →
Il Vangelo in dialetto: genealogia, antropologia e politica del presepe
La macchina mitologica della Natività
Il presepe non è un semplice manufatto artigianale, né un mero residuo folklorico destinato a spolverare la nostalgia di un tempo perduto durante le festività decembrine. Al contrario, esso si configura come una delle più complesse e resilienti “macchine mitologiche” dell’Occidente cristiano, un dispositivo culturale in grado di attraversare i secoli metabolizzando i mutamenti sociali, estetici e teologici, per restituirceli sotto forma di una rappresentazione plastica e teatrale. Se osserviamo il fenomeno nella sua interezza, basandoci sulle approfondite analisi antropologiche condotte da Marino Niola ed Elisabetta Moro, emerge una distinzione fondamentale che funge da chiave di volta per comprendere l’intera fenomenologia presepiale: mentre il presepe di matrice francescana rappresenta la Natività in senso stretto, focalizzandosi sul mistero teologico dell’Incarnazione, il presepe napoletano — che costituisce l’apice barocco ed evolutivo di questa tradizione — rappresenta l’umanità. Continue reading →

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