La pubblicazione di Ipotesi su Gesù nel 1976 da parte della Società Editrice Internazionale (SEI)(ultima edizione Ares, 2019) non ha rappresentato meramente l’uscita di un nuovo volume di argomento religioso nel panorama editoriale italiano, ma ha segnato un vero e proprio spartiacque culturale, un fenomeno di massa che impone ancora oggi, a quasi cinquant’anni di distanza, una riflessione attenta e ponderata. Per comprendere la portata di quest’opera, che ha venduto oltre un milione di copie nella sola Italia ed è stata tradotta in ben ventidue lingue , è indispensabile collocarla con precisione nel suo contesto storico ed ecclesiale, un’operazione preliminare che permette di apprezzarne il valore come documento sociologico pur evidenziandone le strutturali debolezze sul piano della storiografia rigorosa. Siamo nella metà degli anni Settanta, un periodo che l’autore stesso, in opere successive e interviste, definirà come gli “anni di piombo” della Chiesa, un’epoca caratterizzata da una profonda transizione e da una turbolenza post-conciliare in cui l’entusiasmo del Vaticano II sembrava essersi scontrato con la crisi delle vocazioni, la secolarizzazione galoppante e l’egemonia culturale di ideologie, in particolare il marxismo, che relegavano la fede a sovrastruttura o mito consolatorio. Continue reading →
Ragione e fede
Un arsenale per la ragione: una recensione di Necessary Existence di Pruss e Rasmussen
Dati bibliografici: Alexander R. Pruss and Joshua L. Rasmussen, Necessary Existence, Oxford University Press, 2018, ISBN 978-0-19-874689-8.
[Avvertenza: il presente articolo potrebbe risultare piuttosto impegnativo per un lettore completamente digiuno di logica formale e di filosofia analitica.]
Introduzione: la rianimazione di una domanda fondamentale
Nel panorama della filosofia analitica contemporanea, poche domande sono tanto fondamentali e, allo stesso tempo, spesso relegate ai margini del dibattito quanto quella posta da Leibniz: “Perché esiste qualcosa anziché nulla?”. Il volume Necessary Existence di Alexander R. Pruss e Joshua L. Rasmussen non si limita a riesumare tale interrogativo, ma lo riarma con un arsenale di argomenti di una sottigliezza logica e una lucidità analitica che ne fanno un’opera di riferimento per la teologia naturale del XXI secolo. L’obiettivo dichiarato del libro è presentare un caso cumulativo, rigoroso e su più fronti a favore dell’esistenza di un “ente necessario”, definito in modo preciso e minimale come un’entità che (i) esiste in ogni mondo possibile e (ii) è “concreta”, ovvero capace di causazione. Continue reading →
La scoperta di Dio secondo Rodney Stark
Introduzione. Rivelazione ed evoluzione culturale
Rodney Stark (1934-2022), sociologo della religione presso la Baylor University, si è affermato nel panorama accademico come una figura intellettuale tanto influente quanto provocatoria. Noto per la sua critica sistematica alle teorie della secolarizzazione e per l’applicazione di modelli di mercato allo studio dei fenomeni religiosi, con La Scoperta di Dio: L’origine delle grandi religioni e l’evoluzione della fede, si è lanciato in quella che è stata la sua impresa scientifica più ambiziosa: una rilettura completa della storia religiosa dell’umanità. La tesi centrale, esposta fin dalle prime pagine del volume, si pone in netto contrasto con il pensiero accademico dominante. Per Stark, la storia delle religioni non è la cronaca di un’invenzione umana, ma una progressiva e faticosa “scoperta di Dio” (p. 10). L’opera si configura come una sfida diretta all'”ateismo militante” di biologi e psicologi evolutivi come Richard Dawkins, i quali riducono la fede a una mera “illusione” nata dalla paura e sostenuta dall’ignoranza (p. 7). Il testo si presenta dunque come una storia interpretativa delle origini delle grandi religioni, un’analisi dell’evoluzione della concezione umana di Dio che, nell’ottica dell’autore, equivale a una scoperta, a patto di assumere l’esistenza stessa di Dio (p. 10). Continue reading →
Un ritorno a casa razionale: una recensione di “The Unexpected Way” di Paul Williams
Il significato di una conversione controcorrente
In un’epoca in cui la traiettoria spirituale occidentale sembra spesso muoversi dal cristianesimo nominale o dal secolarismo verso le religioni orientali, un’opera che tratta di un caso che inverte radicalmente questa tendenza merita un’attenzione particolare.
The Unexpected Way: On Converting from Buddhism to Catholicism di Paul Williams non è semplicemente un racconto di conversione; è una testimonianza intellettuale e spirituale di eccezionale importanza, proveniente da una fonte di ineguagliabile credibilità. L’autore, Paul Williams, non è un neofita del pensiero buddista, ma un’autorità accademica di fama mondiale. Come Professore Emerito di Filosofia Indiana e Tibetana presso l’Università di Bristol, ex direttore del Dipartimento di Teologia e Studi Religiosi, ex direttore del Centro per gli Studi Buddisti e passato presidente dell’Associazione Britannica per gli Studi Buddisti, la sua competenza è indiscutibile. La sua opera Mahayana Buddhism: The Doctrinal Foundations è considerata un testo di riferimento nel campo, a testimonianza della sua profonda e simpatetica comprensione della tradizione che ha poi lasciato.
Questo libro trascende il genere della semplice narrazione di conversione per diventare una formidabile opera di autobiografia intellettuale e un avvincente saggio di apologetica. Esso argomenta con forza la superiorità razionale della fede cattolica rispetto a quella buddista. La potenza del libro risiede nella sua fusione unica di argomentazione filosofica rigorosa, onestà personale disarmante e profonda intuizione spirituale, che lo rendono un “classico moderno della spiritualità cattolica” e un potenziale “punto di svolta nel dialogo tra buddismo e cristianesimo”. Il suo significato primario deriva dalla sua natura di “critica dall’interno”. A differenza delle polemiche scritte da esterni, l’analisi di Williams di quelle che a suo avviso sono le carenze filosofiche ed esistenziali del buddismo ha un peso immenso proprio perché proviene da uno dei più rispettati interpreti occidentali e da un devoto praticante della tradizione che ha abbandonato. Ciò costringe a un confronto più serio sia i buddisti che i cristiani, sfidando entrambe le tradizioni a “verificare la coerenza delle proprie convinzioni intellettuali e morali” ed elevando il libro da semplice storia personale a evento significativo nel discorso interreligioso.
Continue reading →Fede e ragione. Cronache di un ritorno a casa intellettuale
Introduzione: la filosofia come anticamera della fede
In un panorama accademico in cui, specialmente nei dipartimenti di filosofia, l’ateismo, il naturalismo e il fisicalismo rappresentano le correnti di pensiero dominanti, la pubblicazione di un’opera come Faith and Reason: Philosophers Explain Their Turn to Catholicism costituisce un evento di notevole interesse intellettuale. Il testo in esame, curato da Brian Besong e Jonathan Fuqua, non è una semplice raccolta di testimonianze di fede, ma un’articolata esplorazione del percorso che ha condotto dieci filosofi professionisti, formati al rigore della logica e dell’argomentazione, ad abbracciare la fede cattolica. Il contesto, come sottolineato da Besong nella sua introduzione, rende queste conversioni tutt’altro che aneddotiche; esse emergono come il punto d’arrivo di un’intensa e spesso sofferta ricerca della verità in un ambiente intellettuale prevalentemente ostile alla religione.
Il volume si apre con una prefazione di Francis J. Beckwith che inquadra magistralmente la natura stessa della conversione. Lungi dall’essere un atto di volontà istantaneo o un “salto nel buio”, il cambiamento di convinzioni profonde è descritto come un processo lento e graduale, un susseguirsi di “piccoli e apparentemente insignificanti cambiamenti” che portano a un “aggiustamento intellettuale”. Questo cammino, pur essendo eminentemente razionale, è percepito dai protagonisti non come un monologo della ragione, ma come un dialogo in cui la ricerca umana della verità si intreccia con l’iniziativa di quella che chiamano una “speciale grazia divina”. La toccante storia personale di Beckwith, legata alla malattia del padre e alla scoperta di una medaglia di sant’Antonio che questi portava segretamente con sé, funge da paradigma di questa misteriosa interazione tra l’ordinario e lo straordinario, tra l’evento casuale e il segno provvidenziale.
Questo articolo si propone di analizzare come, per gli autori del volume, il rigoroso esercizio della ragione filosofica, lungi dal condurre allo scetticismo o alla negazione, sia diventato il principale veicolo del loro cammino verso la fede cattolica. Si esploreranno sia i percorsi “negativi”, caratterizzati dal crollo di visioni del mondo alternative come il materialismo e il protestantesimo, sia i percorsi “positivi”, segnati da una crescente attrazione per la coerenza, la bellezza e il potere esplicativo del cattolicesimo.
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