Nuovo Testamento

Perché non possiamo scindere Cristo da Gesù e perché Enoc non è solo un orpello. Una succinta risposta analitica a Vito Mancuso.

Perché non possiamo scindere Cristo da Gesù e perché Enoc non è solo un orpello. Una succinta risposta analitica a Vito Mancuso.

1. Il dialogo necessario e il “muro” della Storia

Il dibattito pubblico tra teologia e storia è merce rara nel panorama culturale italiano, spesso polarizzato tra un devozionismo acritico e un laicismo sbrigativo. Per questo motivo, la replica che Vito Mancuso ha voluto dedicare alla mia recensione del suo ultimo volume, Gesù e Cristo, non è solo un atto di cortesia intellettuale di cui lo ringrazio, ma un’occasione preziosa. È l’occasione per andare al cuore del problema che assilla il cristianesimo (o quel che ne resta) in Occidente: come può un profeta ebreo del I secolo, con la sua visione del mondo arcaica e mitologica, parlare ancora all’uomo digitale del XXI secolo? Continue reading →

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L’ombra del gigante: Albert Schweitzer, Arthur Drews e la persistenza del mito di Cristo tra storiografia ed esegesi

L’ombra del gigante: Albert Schweitzer, Arthur Drews e la persistenza del mito di Cristo tra storiografia ed esegesi

La crisi epistemologica della teologia e l’emergere del problema mitico

La pubblicazione della seconda edizione della Geschichte der Leben-Jesu-Forschung (Storia della ricerca sulla vita di Gesù) di Albert Schweitzer nel 1913 segna uno spartiacque non solo nella storiografia neotestamentaria, ma nella storia del pensiero occidentale tout court. L’opera, ampliata rispetto all’originale del 1906 (Von Reimarus zu Wrede), non si limita a catalogare il fallimento della teologia liberale tedesca nel tentativo di ricostruire un Gesù compatibile con la modernità borghese; essa affronta di petto, con una lucidità e una veemenza rare, la sfida radicale posta dalla corrente del “Mito di Cristo” (Christusmythe). In quegli anni, figure come Arthur Drews, William Benjamin Smith e John M. Robertson avevano scosso le fondamenta dell’accademia teologica sostenendo che Gesù di Nazaret non fosse mai esistito come figura storica, ma fosse la storicizzazione di un mito astrale, solare o gnostico preesistente. Continue reading →

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“I misteri di Gesù”: breve analisi di una mistificazione

“I misteri di Gesù”: breve analisi di una mistificazione

L’editoria contemporanea dedicata alla storia delle religioni è ciclicamente investita da ondate di pubblicazioni che, ammantandosi di una presunta audacia intellettuale, promettono di scardinare secoli di acquisizioni storiografiche attraverso rivelazioni sconvolgenti. Il volume I misteri di Gesù. Il Gesù originale era un Dio pagano? (The Jesus Mysteries. Was the “Original Jesus” a Pagan God?, London, Thorsons, 1999; trad. it. di Stefano Lunedei, Milano, Editoriale Jouvence, 2024) di Timothy Freke e Peter Gandy si inserisce prepotentemente in questo filone, presentandosi al pubblico non come un contributo al dibattito scientifico, ma come un manifesto di una “nuova” verità lungamente soppressa. Al contrario, l’analisi puntuale del testo rivela un approccio dilettantistico, caratterizzato da una selezione tendenziosa delle fonti, da anacronismi flagranti e da una logica argomentativa che scambia costantemente l’analogia morfologica per genealogia storica. Questa recensione intende disarticolare l’impianto teorico del libro, evidenziando come la “Tesi dei Misteri di Gesù” sia il prodotto di una manipolazione sensazionalistica dei dati storici piuttosto che il risultato di una ricerca rigorosa. Continue reading →

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L’eclissi del metodo: un’autopsia storiografica della “Teoria di Gesù” di Michel Onfray

L’eclissi del metodo: un’autopsia storiografica della “Teoria di Gesù” di Michel Onfray

La pubblicazione del volume di Michel Onfray, Teoria di Gesù. Biografia di un’idea (traduzione di Michele Zaffarano, Ponte alle Grazie, Milano 2024), rappresenta, nel panorama editoriale contemporaneo, un caso emblematico di disgiunzione tra il discorso pubblico sulla religione e il rigore della ricerca accademica. L’autore, filosofo di chiara fama e fondatore dell’Università Popolare di Caen, si propone di redigere quella che definisce una “biografia di un’idea”, partendo dall’assunto radicale che Gesù di Nazaret non sia mai esistito come figura storica, ma abbia piuttosto una natura puramente intellettuale, sia un “personaggio concettuale” generato dall’intersezione di profezie veterotestamentarie e isterie collettive del I secolo. Questa operazione, che Onfray inserisce nel solco decennale lavoro di declinazione della sua “ateologia”, si configura non come un contributo alla storia delle religioni, ma come un manifesto ideologico che, per sostenersi, necessita della sistematica rimozione di due secoli di progresso nelle scienze storiche, filologiche e archeologiche. Continue reading →

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La prima biografia di Gesù: il “guadagno” ermeneutico di Helen K. Bond per il Vangelo di Marco

La prima biografia di Gesù: il “guadagno” ermeneutico di Helen K. Bond per il Vangelo di Marco

Oltre la classificazione, verso il significato

Il volume di Helen K. Bond, The First Biography of Jesus: Genre and Meaning in Mark’s Gospel, si presenta al panorama accademico con un obiettivo tanto chiaro quanto ambizioso. Non intende semplicemente riaffermare l’ormai diffuso consenso che i Vangeli canonici appartengano al genere letterario dei bioi (biografie antiche). L’opera della Bond, infatti, si colloca un passo oltre, ponendo la domanda ermeneutica fondamentale che, a suo dire, gli studi biblici hanno finora eluso: “E allora?”. Se il Vangelo di Marco è un bios, che differenza rispetto alla sua interpretazione? Continue reading →

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Un ponte sui “decenni silenziosi”: recensione di “Dalla buona novella ai vangeli” di D. Wenham

Un ponte sui “decenni silenziosi”: recensione di “Dalla buona novella ai vangeli” di D. Wenham

David Wenham, Dalla buona novella ai vangeli. Cosa dissero i primi cristiani su Gesù?, (Tit. or. From Good News to Gospels. What Did the First Christians Say about Jesus?), Introduzione di Donald A. Hagner, Traduzione dall’inglese di Alberto Rezzi, Brescia, Queriniana, 2019, pp. 150.

Nei decenni fondamentale e in qualche modo opachi che separano la crocifissione di Gesù dalla redazione dei primi Vangeli (un intervallo stimato dagli studiosi a circa quarant’anni), la “buona novella” si diffuse con una rapidità sbalorditiva. Ma quale “buona novella”? Cosa veniva esattamente comunicato? La risposta accademica prevalente nell’ultimo secolo, dominata dall’Ipotesi delle Due Fonti (2SH), ha tradizionalmente disassemblato le tradizioni evangeliche in strati letterari distinti e cronologicamente successivi: la narrazione (Marco), i detti (la fonte Q), e tradizioni comunitarie più tarde (M e L), innestate successivamente da Matteo e Luca. In questa ricostruzione, il “Vangelo” pre-letterario era spesso ridotto a un kerygma (proclamazione) teologico astratto (Gesù è morto ed è risorto), con un interesse minimo per il Gesù terreno, o a una congerie di aneddoti e loghia isolati, trasmessi in modo “informale e incontrollato”. Continue reading →

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