La ricerca sul Gesù storico rappresenta uno degli ambiti più complessi e affascinanti dell’indagine storiografica antica. L’obiettivo primario degli specialisti contemporanei è quello di ricostruire la figura del Nazareno applicando un rigoroso “criterio di plausibilità storica”: Gesù deve essere compreso all’interno del suo specifico contesto, ovvero il multiforme e turbolento giudaismo del I secolo, e la sua vita deve poter spiegare in modo logico e consequenziale la reazione delle autorità che lo portarono alla morte, nonché la successiva nascita del movimento cristiano. In questo vasto sforzo ricostruttivo, l’analisi del processo e dell’esecuzione di Gesù costituisce un banco di prova fondamentale per qualsiasi sintesi storiografica. Negli ultimi decenni, grazie al contributo metodologico di studiosi di primissimo piano, si è consolidato un solido consenso accademico riguardo alle dinamiche storiche, politiche e giuridiche che condussero il predicatore galileo sulla croce. È proprio alla luce di questo robusto consenso internazionale che risulta interessante e necessario valutare la recente opera del celebre biblista Israel Knohl, La disputa messianica (Milano, Adelphi, 2025), un testo di innegabile erudizione teologica che propone una rilettura del processo a Gesù incentrata quasi esclusivamente su una controversia dottrinale interna all’ebraismo. Sebbene l’opera di Knohl offra spunti esegetici di grande fascino e converga su alcuni specifici punti con la storiografia odierna, una disamina rigorosa rivela come la sua tesi principale si distanzi significativamente, rimanendo per molti aspetti metodologicamente arretrata, rispetto alle acquisizioni fattuali dell’attuale indagine sul Gesù storico. Continue reading →
Bibbia
“La biblioteca della Bibbia” da oggi in libreria
Da oggi, 13 aprile 2026, è ufficialmente disponibile il mio nuovo volume intitolato La biblioteca della Bibbia. Una guida pratica per lettori coraggiosi, edito da Queriniana.
Questo testo è stato concepito con un obiettivo preciso e ponderato: fornire ai lettori uno strumento metodologicamente rigoroso per accostarsi alla complessità delle Sacre Scritture. Aprire la Bibbia, infatti, significa entrare all’interno di una vasta biblioteca, formata da testi redatti in contesti culturali ed epoche profondamente diverse. Si tratta di opere scritte da molteplici autori e segnate, nel tempo, da continue riletture e inevitabili tensioni interne. Continue reading →
La credibilità del cristianesimo nell’epoca contemporanea. Una risposta alle tesi di John Shelby Spong
- La crisi epistemologica e la sfida della Nuova Riforma
Il cristianesimo contemporaneo si trova ad affrontare una profonda crisi epistemologica, culturale e teologica. L’emergere della scienza moderna, le rivoluzioni copernicana e darwiniana e lo sviluppo di un paradigma filosofico post-illuminista hanno indotto molti pensatori a interrogarsi sulla sostenibilità intellettuale della dottrina cristiana tradizionale. Tra le voci più radicali emerse in questo panorama c’è quella di John Shelby Spong (1931-2021), il quale, mosso dalla constatazione di un inesorabile declino della religione istituzionale, ha formulato un manifesto per una “Nuova Riforma” articolato in dodici tesi. L’assunto fondamentale di Spong è che il cristianesimo, per poter sopravvivere nel mondo contemporaneo, debba abbandonare il “teismo” classico, l’interpretazione letterale delle Scritture e i dogmi fondamentali riguardanti l’incarnazione, la redenzione, i miracoli e la risurrezione. La sua tesi centrale sostiene che le categorie teistiche tradizionali, che descrivono un essere sovrannaturale esterno al mondo capace di invaderlo miracolosamente, non sono più credibili per l’uomo moderno. Continue reading →
L’ipotesi di Jean Carmignac sull’origine dei vangeli sinottici. Genesi, critica filologica e valutazione accademica
L’indagine sull’origine, la datazione e la stratificazione linguistica dei vangeli sinottici costituisce uno degli ambiti più complessi e analiticamente densi dell’esegesi neotestamentaria. Nel corso del XX secolo, il panorama accademico è stato largamente dominato dalla Teoria delle Due Fonti, un paradigma che postula la priorità del Vangelo di Marco e l’esistenza di una fonte perduta di detti (la fonte Q) come fondamenti testuali per le successive redazioni di Matteo e Luca. All’interno di questo scenario di consolidato consenso critico basato sull’uso della Formgeschichte (storia delle forme) e della Redaktionsgeschichte (storia della redazione), si è inserita, negli anni Ottanta, un’ipotesi radicalmente divergente proposta dall’abbé Jean Carmignac. Continue reading →
L’ipotesi O’Callaghan sul frammento 7Q5. Analisi paleografica, dibattito accademico e proposte di identificazione alternativa
L’anomalia archeologica e papirologica della grotta 7 di Qumran
La scoperta dei Manoscritti del Mar Morto, avvenuta tra il 1946 e il 1956 nelle grotte circostanti l’antico insediamento di Khirbet Qumran, sulla riva nord-occidentale del Mar Morto, rappresenta senza dubbio uno dei momenti più trasformativi nella storia dell’archeologia biblica, della filologia semitica e della critica testuale. I circa quindicimila frammenti recuperati, risalenti a un periodo compreso tra il III secolo a.C. e il I secolo d.C., hanno fornito alla comunità scientifica un accesso senza precedenti alla letteratura del giudaismo del Secondo Tempio, restituendo i più antichi testimoni diretti della Bibbia ebraica, testi deuterocanonici e una vasta mole di letteratura settaria ed extrabiblica. Tuttavia, all’interno di questo monumentale complesso di ritrovamenti, una grotta in particolare ha presentato caratteristiche materiali e linguistiche che l’hanno immediatamente distinta dalle altre, generando interrogativi che persistono da decenni: la grotta 7 (identificata con la sigla 7Q). Continue reading →
L’esegesi del rancore e il complotto dei papiri: anatomia di “La Bibbia come Dio comanda”
Il paradigma dell’assedio e la sindrome da “Codice da Vinci”
La pubblicazione del volume La Bibbia come Dio comanda. Le Sacre Scritture tradotte o tradite? (Milano, Piemme, 2026), partorito dalla collaborazione tra il giornalista Saverio Gaeta e l’enigmatica figura che si cela dietro lo pseudonimo di “Investigatore Biblico” , si inserisce a pieno titolo in quel fortunato filone editoriale che unisce il cospirazionismo religioso all’indignazione tradizionalista. L’opera si prefigge un obiettivo tanto ambizioso quanto metodologicamente disastroso: dimostrare che le recenti traduzioni ufficiali della Conferenza Episcopale Italiana (in particolare l’edizione del 2008, ma anche quella del 1974) non siano il frutto di un fisiologico e necessario aggiornamento filologico e linguistico, bensì un “progetto nascosto” frutto di un “intento preciso”: scardinare i fondamenti stessi della fede cattolica. Continue reading →

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